Comunicazione


kundalina

Settimo Chakra: Sahasrara, della Corona, Centro del Vortice, Loto dai 1000 petali.  Si riferisce alla coscienza come consapevolezza pura. Pensiero, identità universale, orientata verso autocoscienza.

 

Sesto Chakra: Ajna, Terzo Occhio, centro del Comando, delle Sopracciglia,  della Conoscenza, della Saggezza Interiore; Esso apre le porte alle nostre facoltà psichiche e alla  “comprensione”. Visualizzazione. Vista Psichica.

 

Quinto Chakra: Vishuddha, del Collo, della Gola o Centro di Comunicazione; Suono, identità creativa, orientata verso l’auto-espressione

 

Quarto Chakra: Anahata, Centro del Cuore; è quello centrale del sistema. È collegato con l’amore ed è l’integratore degli opposti nella psiche:un quarto chakra sano ci permette di amare profondamente, di sperimentare la pietà e un senso profondo di pace.

 

Terzo Chakra: Manipura, del Plesso Solare, dell’Ombelico, della Milza, dello Stomaco e del Fegato Regola la nostra alimentazione, la volontà ed autonomia personali, così come il nostro metabolismo.

 

Secondo Chakra: Svadhistana, Sacrale o Centro della Croce; situato nell’addome, un po in basso dietro  gli organi sessuali, è collegato con l’acqua come elemento, alle emozioni ed alla sessualità.

 

Primo Chakra: Muladhara, della Base, Centro della Radice o Centro del Coccige; Situato alla base della spina, questo chakra forma il nostro fondamento. Rappresenta la terra come elemento e quindi è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

Che cos’è il Karma?

È urgente e necessario sapere che così come esistono in questo piano fisico o terza dimensione, diversi tipi di legge che dobbiamo rispettare, tribunali e giudici che si incaricano di vegliare affinché si rispettino le leggi e castigare colui che le viola, lo stesso troviamo nella quinta dimensione della natura nella costellazione della bilancia, il tribunale della giustizia divina, incaricato di amministrare il Karma e il Dharma dell’umanità, ed indicarci attraverso i messaggeri divini, la linea di condotta che dobbiamo osservare per equilibrare la nostra bilancia interiore, così come i requisiti che dobbiamo soddisfare per raggiungere la realizzazione o perfezione, che è la ragione fondamentale per la quale ci troviamo sul pianeta terra.

Tutti nella nostra attuale esistenza, stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato nelle nostre vite anteriori e allo stesso tempo stiamo seminando quello che raccoglieremo nella prossima vita.Mai comprendiamo questo, ed è così che l’umanità, non potrà scappare da questa catena di conseguenze, giacché mai sappiamo il perché delle nostre sofferenze.

Quando una persona semina disgrazie, causando danno ad altri, di fatto le stesse disgrazie andrà a raccogliere. Questa è la legge del Karma.

La legge del karma è quella legge che adatta saggiamente ed intelligentemente l’effetto e la sua causa. Tutto il bene ed il male che abbiamo fatto in una vita, ci porterà conseguenze buone o cattive per questa o la prossime esistenze.

Non dobbiamo dimenticare i proverbi Cristiani: “colui che semina fulmini, raccoglie tempeste”; “con il bastone con cui misuri sarai misurato e con vantaggio”, “occhio per occhio e dente per dente”, “colui che di ferro uccide di ferro muore”.

La legge del Karma regge tutto il creato, ed è una legge immodificabile. Questa si conosce come “Giustizia celestiale”. Colui che viola una legge crea dolore per se stesso. Nella gnosi, la rappresentiamo con una bilancia. Il piatto destro corrisponde alle buone opere e si chiama Darma. Il piatto sinistro corrisponde alle cattive opere e si chiama karma. Questa legge si conosce anche come la legge di azione e conseguenza o causa ed effetto.

La legge del Karma ci controlla e vigila in ogni momento e per questo qualsiasi atto buono o cattivo delle nostre vite ha le sue conseguenze. Tutto il male che facciamo dobbiamo pagarlo e tutto il bene che facciamo ci sarà ricompensato. Dio ci diede il libero arbitrio e possiamo fare quello che vogliamo, però dobbiamo rendere conto di tutti i nostri atti di fronte alla Giustizia Divina.

Quando uno viene a questo mondo porta il suo destino e per questo alcuni nascono tra cuscini di piume ed altri nella disgrazia. Se nella nostra esistenza feriamo, adesso ci feriscono, se uccidiamo adesso ci uccidono, se rubiamo, ora ci rubano e così, “con il bastone che misuriamo adesso ci misurano e con interessi. Ogni persona è scritta nel libro del Karma che si trova nel palazzo della Giustizia Divina.

Questo palazzo si trova nella 5 a dimensione della natura, è diretta dal Maestro Anubis e dai 42 Giudici della legge. È possibile comprovare questo che stiamo affermando, e per farlo la persona dovrà imparare ad uscire in corpo astrale coscientemente.

Comprendere integralmente la Legge del Karma è indispensabile per orientare la nave della nostra esistenza in una forma positiva ed edificante. Il Karma è una legge di compensazione e non di vendetta.

Il karma è una medicina che ci somministrano per il nostro bene; disgraziatamente, la gente anziché inchinarsi con reverenza davanti all’eterno Dio vivente, protestano e/o bestemmiano, giustificano se stessi, si discolpano e si lavano le mani come Pilato (Bibbia Cristiana).

Quando protestiamo non ci modificano il Karma, se non che si trasforma più duro e più severo. Pretendiamo fedeltà dal coniuge quando siamo stati adulteri in questa o in vite precedenti. Chiediamo amore quando siamo stati spietati o crudeli; chiediamo comprensione quando non abbiamo mai dato comprensione a nessuno.

Aneliamo felicità intense quando siamo stati l’origine di molte disgrazie. Avremmo voluto nascere in un luogo bello e con molte comodità, quando nelle vite anteriori non sapemmo fare una famiglia.

Vogliamo che i nostri figli ci obbediscano, quando mai sapemmo ubbidire ai nostri genitori. Ci disturba terribilmente che ci calunnino, quando siamo stati sempre calunniatori, ed abbiamo riempito di dolore il mondo.

È dire pretendiamo quello che non abbiamo dato… È possibile che in vite anteriori fossimo malvagi e crudeli, per questo meritiamo il peggio, però supponiamo che ci debbano dare il meglio.

Quando la Legge Cosmica va’ a percepire ad una persona un Karma, prima la sottomette ad un giudizio interno. Se ha Dharma, ovvero se ha fatto buone opere, non soffre nessun patimento, altrimenti, se non ha capitale cosmico, paga con dolore.

Normalmente le persone hanno sogni che gli annunciano quello che gli succederà; per esempio; sognare che la polizia ci mette in carcere, vederci nudi, inzupparci nella pioggia, ecc.. Per maggior informazione visita la nostra sezione: Il significato dei sogni.

Generalmente, quando la Legge ci chiede la riscossione, sempre pensiamo che siamo innocenti, che non dobbiamo nulla. C’è anche qualcuno che maledice contro la giustizia qualificandola come ingiustizia.

Però sempre dobbiamo ricordare che la Legge a nessuno da quello che non si merita, ad ogni uno dà secondo le sue opere. Adesso il lettore capirà perché le carceri sono piene di “innocenti”, persone che in questa vita non hanno fatto nulla, però che in vite precedenti commisero delitti gravissimi.

Ripetiamo: la Legge di Dio a nessuno dà quello che non si merita, ad ognuno dà secondo le sue opere…

Ci sono alcuni che nascono in cuscini di piume con tutte le comodità per prepararsi intellettualmente e conducono stili di vita, per molti invidiabili, altri non hanno la stessa sorte, però nemmeno soffrono sul piano economico. Sebbene ci sono altri che soffrono spaventosamente e devono mendicare per sopravvivere. Ci sono milionari che soffrono mali incurabili e non possono mangiare quello che gli provoca, un ulcera o un’altra dolenzia.

Ci sono molti poveri che hanno una salute formidabile. La Legge riscuote da ogni uno secondo le sue mancanze. La Giustizia Cosmica la possiamo comparare ad una grande banca.

Qui nel piano fisico, se noi abbiamo un conto bancario e depositiamo costantemente (questo è equivalente a fare buone opere), il nostro saldo aumenterà. Se giriamo un assegno (è equivalente a pagare o guadagnare un Karma), è logico che lo pagheranno.

Se ritiriamo maggior denaro ogni giorno (violando la Legge di Dio), il nostro conto diminuisce fino ad andare in “rosso”; in questo momento cominciamo a patire, a pagare con dolore il dolore che abbiamo causato.

Se abbiamo cattive azioni o Karma, significa che abbiamo consumato il nostro capitale cosmico, se depositiamo, ossia, facciamo buone azioni con i nostri simili, guadagneremo Dharma ed usciamo bene nei nostri affari davanti al tribunale Cosmico. Il risultato è felicità, salute e successo nelle nostre vite.

 


Presentazione delle Favole partecipate “Il totem dei Sentimenti Piacevoli” e “Il Totem dei Sentimenti Spiacevoli”, Campobasso, Biblioteca Albino, 27 settembre, dalle ore 18
Martedì 27 settembre presso la Biblioteca Provinciale P. Albino di Campobasso alle ore 18.00 si parlerà di emozioni di sentimenti e di comunicazione nell’evento “ Le emozioni al Centro della Città” dove la giornalista di Raitre Pina Petta intervisterà il dott. Franco Veltro, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale Cardarelli del capoluogo di regione, autore delle Favole Partecipate “Il Totem dei sentimenti piacevoli” e “Il Totem dei sentimenti spiacevoli”.
L’iniziativa più che una valenza narrativa e descrittiva dei due volumi vuole assumere un impegno concreto in senso comunicativo verso quella parte di mondo, della città che non affronta quotidianamente i problemi inerenti il disagio mentale.In particolar modo le Favole Piacevoli vogliono essere una specie di cavallo di troia per indurre i cittadini ad aprirsi verso i propri sentimenti ed esplicarli in modo chiaro schietto svuotandosi delle proprie paure e porsi così in modo aperto, vuoto, al nuovo al diverso da cui ci nasconde e ci si difende.
Nella fattispecie il progetto culturale “le emozioni al centro della città”si rivolge in primis agli studenti delle scuole medie inferiori appunto per abituare sin da piccolo il cittadino ad essere consapevole e responsabile dei propri sentimenti piacevoli o meno e allo stesso tempo comunicare e saper ascoltare l’altro e, ovviamente come il titolo dell’evento cita, a tutta la città. Interverranno l’artista Mario Serra e il critico d’arte Antonio Picariello.

qui c’è un vezzo latende la perversione. artisti che si spacciano praticanti l’arte contemporanea inneggiano da fervidi conservatori al passato. questo è un magnifico modello da manicomio con veri psichiatri pazzi. forse è il sistema l’arte contemporanea? Chi sa… quelli di Exibart dopo aver sottratto l’osso al fondatore Massimiliano Tonelli arrivano a scrivere una miserrima storia dell’arte molisana falsificando processi e atti, dimostrando di essere cattivi giornalisti e pessimi ricercatori. non capisco perchè qualcuno compra ancora certi giornalacci….artisti della domenica che diventano esperti curatori, incapaci di saper spiccicare una parola sensata in pubblico, a volte rimediano suonando penosamente il sax. politici che gestiscono capitali diretti all’arte contemporanea con lo stesso metodo con cui gestiscono gli appalti delle strade e dell’edilizia. tutti maestri, tutti dirigenti. una massa di ignoranti carica di protervia che si dichiara creativa. parvenu che sanno di molto dialetto e poche lingue; lettori che in vita loro, al massimo dell’impegno e dello sforzo, hanno sfogliato uno o due libri a metà; la fine del testo la leggeranno nella prossima vita. pavidi e scorretti sanno vedere il pericolo alla lontana e piuttosto che affrontare un discorso dialettico con comparazioni di parti e di punti di vista differenti preferiscono tagliare la corda per poi promuovere contumelie e malelingue. con il “per sentito dire” viaggiano in suv, promuovono status simbol da emirati arabi, sono cattolici cristiani, ma non hanno mai letto i testi sacri tantomeno i vangeli. sono i creativi del molise detentori di un gusto sublime appena approdato ai modelli dei primi emigrati nelle americhe, quelli delle spedizioni del cinquecento; sbolognati dall’europa in cerca di nuovi possedimenti. cosa possono fare i parvenu? Distruggere e accumulare possessi, quando poi diventano i detentori del gusto e del sapere allora cominciamo a pregare perchè questi ci fanno vivere in un’epoca malvagia e triste. Dichiararci sfortunati del nostro periodo storico? No grazie…cominicamo a catalogarli, ad indicarli questi signori del male facciamocene una coscienza semantica, poi decideremo se i nostri figli meritano un mondo migliore o meno. riprendiamoci la vita perchè la vita è bella e ci appartiene per diritto universale…non lasciamola manipolare dai parvenu senza onore e senza gusto. Gli Dei proteggono chi difende la vita e la bellezza, la cupidigia è materia diabolica. il libero arbitrio è la scelta. cominciamo a contarci…. la forza delle donne deve intervenire adesso …..a.p.

oggi 23 luglio 11 – nel paese di francesco jovine, Guardialfiera alle ore 17, parlerò della storia dell’arte e della critica, della biennale e degli artisti che vi partecepano. vizi e virtù biografiche, bibliogfariche, linguaggi fotocopia e ricerca vera.

http://rivista.energie9.org/blog/2011/07/barack-osama-obama-bin-laden-di-daniele-mezzapelle/

sampler:  overkast:  F3VILT1279356362(via maxcapacity)


2005-08-18 13:00:00
Avevo deciso di non rispondere ai deliri di Paolo Borrelli, soprattutto a quelli che ha inviato al mio indirizzo di posta elettronica, me lo hanno consigliato anche tutti gli amici che hanno letto le sue missive allucinanti ed allucinate, e tutti quelli che prima di me hanno dovuto fare i conti con la ormai nota “persecuzione Borrelli ” che al cambio di stagione trasferisce le proprie frustrazioni sul malcapitato di turno (so già chi sarà la prossima vittima). Questa volta però, dopo la sua lettera pubblicata da questo sito il 12 agosto 2005, voglio rivolgere un appello a tutti, o almeno a tutti quelli che in questa piccola regione “contano qualcosa nelle istituzioni” soprattutto tra i suoi pochi amici ben piazzati: per carità trovate un’occupazione a Paolo Borrelli. Se non volete farlo per me, fatelo per tutte le persone che sono miracolosamente scampate al terremoto, all’alluvione e a quant’altro di disgraziato è avvenuto in questa regione, ma che sono invece cadute nella trappola claustrofobica di “un “plurilaureato” ingiustamente da voi ignorato. O almeno, se lo riterrete più semplice, ogni volta che utilizzerete la parola “arte” aggiungete tra le note di spesa il suo nome. Forse solo in questo modo, e sempre per la pagnotta, rinuncerà a perseguitare chiunque si occupi di arte senza il suo consenso.
Cosa dire poi di un critico d’arte che alla fine di ogni paragrafo aggiunge i suoi titoli di studio e le importanti amicizie? Un critico “militante” che vede nell’opera da me proposta ultimamente al Maci: “Tentativo di ricordare” addirittura l’autoritratto del Caravaggio decollato? Nulla, assolutamente nulla, se non che la visionarietà è tipica dell’artista ma poco calzante al ruolo del critico che dovrebbe produrre chiarezza.
La follia incalza e Paolo nella sua visionarietà perniciosa comincia addirittura a suggerire agli artisti cosa e come devono dipingere, quali mezzi utilizzare, quali tecniche e quali soggetti. Suggerendo a noi un’altra visione, sicuramente più inquietante, quella del poveraccio che non ci si raccapezza più, che non avendo più la forza o la capacità di mettersi in discussione gradirebbe che tutto rimanesse immutato, di modo che gli standard della sua “critica precotta” non debbano subire fastidiosi aggiornamenti.
Mi attribuisce con saccente ironia la scoperta tardiva di quella che lui chiama nel suo sproloquio “Big Generation”, dimostrando, lui si, di aver intravisto solo di sfuggita qualche copertina ma mai letto per intero uno degli autori della Beat Generation.
Molti di noi hanno ancora voglia di fare ricerca in arte senza preoccuparsi del giudizio di pochi critici accattoni, lui che non ha mai dimostrato uno straccio di dignità per criticare i potenti e i decisori politici (vedi il balletto indegno su “Sensi contemporanei”) ha ancora la capacità di starci dietro? Se si, ci si potrà divertire molto in futuro.
In ultimo e solo per fare chiarezza, qualche giorno fa “il nostro unico critico d’arte molisano” ha candidamente confessato ad un amico comune che nel libro sull’arte contemporanea regionale, l’ennesimo (sic!), che da oltre un anno gli è stato commissionato/regalato da un’istituzione locale, peraltro con invidiabile anticipo già elargito (che neanche la Mondadori potrebbe consentirsi), dopo gli ultimi atteggiamenti ostili da me e dall’altro malcapitato intrapresi (Quali? Quando? Non è dato sapere) non saprebbe più cosa scrivere su di noi. Come se la Storia dell’arte, anche quella di una piccola e marginale realtà come la nostra, fosse una paccottiglia da vendere al miglior offerente a seconda degli umori e dei tiramenti del curatore di turno e non, invece, una doverosa disanima scientifica degli eventi e delle personalità effettivamente in gioco. Questo a testimonianza della pochezza e dell’inaffidabilità di una critica davvero provinciale e cialtrona.
So già, conoscendolo, che inonderà questo sito e la mia casella di posta elettronica con una raffica di offensivi vaneggiamenti, che però non mi vedranno più disponibile a riempire ulteriori vuoti a perdere.
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Arte, parte l’edizione di ‘Gemine Muse’
2004-12-18 11:00:00

Dal 21 dicembre ritorna l’appuntamento di arte contemporanea con la terza edizione della rassegna “Valica i confini nazionali”. Nel Museo Sannitico provinciale di Campobasso saranno esposte le opere di Marco Fantacone, Nicola Micatrotta e Carlo Parente curate dal critico Paolo Borrelli.
In 9 Paesi europei 36 musei aprono le porte a 106 giovani artisti con l’iniziativa “Gemine Muse 2004” per allargare gli orizzonti e valicare i confini nazionali per la terza edizione della rassegna di arte contemporanea. Una serie di mostre con opere ispirate ai capolavori delle collezioni museali, un dialogo tra arte contemporanea e arte antica, un legame tra le forme espressive degli artisti di generazioni e tempi diversi: dal passato, al presente al futuro. La ormai consolidata rassegna di arte contemporanea promossa dalle associazioni Gai – Circuito Giovani Artisti Italiani, Cidac – Citta’ Italiane d’Arte e Cultura, in collaborazione con la Darc – Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici del ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, e con il sostegno di Culture 2000 – Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea, coinvolge quest’anno, oltre ai musei di 28 citta’ italiane, anche 8 musei di otto Paesi europei. “Dopo il lusinghiero successo delle passate edizioni – spiega Fiorenzo Alfieri, presidente delle asociazioni GAI e Cidac – abbiamo deciso di allargare il network artistico anche allo scenario internazionale, rafforzando comunque il nostro impegno in Italia”. La peculiarita’ dell’edizione 2004 di Gemine Muse, curata da un gruppo di 47 critici d’arte, coordinati da Giacinto Di Pietrantonio, e’ lo scambio di esperienze tra i giovani artisti italiani e quelli europei selezionati per l’iniziativa, pur mantenendo le caratteristiche di vetrina per la presentazione di lavori inediti degli artisti attraverso il rapporto diretto con le grandi opere d’arte del passato. A Campoasso la mostra sara’ inaugurata martedi’ 21 dicembre, alle ore 17,00, presso il Museo Provinciale Sannitico, Palazzo Mazzarotta, in Via Chiarizia 12. Prima della cerimonia e’ prevista una breve conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Michele de Santis, il critico Paolo Borrelli, gli artisti selezionati e la direttrice del Museo Sannitico, Angela Di Niro.

 

art.599 1° e 2° comma – a distanza di poche ore

http://www.luspio.it/news.aspx?id_n=296

Mercoledì 9 marzo alle ore 16:30 nel Centro di Studi italofrancesi (Roma, Piazza di Campitelli 3) sarà presentato il volume “Luci e ombre del Futurismo” curato da Antonio Gasbarrini e Novella Novelli per Angelus Novus Edizioni dell’Aquila.
Nel libro, di oltre 400 pagine, sono pubblicati gli Atti dell’omonimo Convegno internazionale sul Centenario del Futurismo tenutosi alla Luspio, che aveva registrato la partecipazione di circa venti “agguerriti” studiosi italiani e stranieri. Dopo i saluti di Luca Danese (Presidente CdA Luspio), Antonio Iodice (Presidente Istituto di Studi Politici “San Pio V”) e Giuseppe Acocella (Magnifico Rettore Luspio), toccherà a Valeria Pompeiano (Direttore del Centro di Studi Italofrancesi), Marino Freschi (Direttore rivista “Cultura tedesca” e Gabiel-Aldo Bertozzi (Direttore rivista Bérénice), mettere a fuoco le molteplici angolazioni storiografiche e critiche leggibili nelle dense pagine di “Luci e ombre del futurismo”.

Lumières et ombres du futurisme

ANTONIO GASBARRINI – NOVELLA NOVELLI

Antiacadémique et, par certains côtés impertinent, voire exubérant, le Congrès Lumières et

ombres du Futurisme qui s’est tenu en octobre dernier à l’occasion du Centenaire, a certes résolu

quelques noeuds importants mais n’a pas manqué d’en créer de nouveaux. Au fil des 24

communications, les lumières ont au bout du compte, et de très loin, surpassé les ombres. Des

ombres tant idéologiques qu’esthétiques. Mais on peut dire que la démarcation chromatique et

allégorique n’est jamais apparue de manière tranchée . Les zones de pénombre, cependant, ont été

investies d’une dignité théorique propre.

C’est de celles-ci qu’il faudra partir pour lancer, dans l’immédiat, des travaux de recherche plus

systématiques que ceux qui sont proposés, et qui sont souvent pénalisés par l’exigüité de l’espace

typographique réservé par l’auteur. La plupart des textes occupent en moyenne de 15 à 20 pages.

L’on oscille ensuite d’un minimum de 5 à 6 pages à un maximum d’environ 70 pages, avec des

valeurs médianes d’une trentaine de pages. Ici, la longueur du texte n’influe pas sur la valeur de

la contribution. A l’hétérogénéité apparente de l’ouvrage correspond fort heureusement une

haute, et même parfois une très haute tension de « recherche ».

Gino Agnese et Giordano Bruno Guerri ont décrit, avec une rare efficacité de synthèse, certains

des aspects peu connus de la biographie des deux principaux protagonistes de la première et de la

dernière heure: Boccioni et Marinetti. Le premier se fonde sur des documents inédits qui ont

révélé – non sans recourir à la fable d’une histoire d’amour avec Augusta Popoff mûrie à Paris –

le voyage en Russie et la naissance de son fils Pierre (1906-1907) – épisodes très significatifs dans l’évolution de sa formation. Le second, avec la prose pétillante qui le distingue, met en exergue les jalons de la biographie mouvementée de Marinetti, qui s’est terminée au plan existentiel, mais symboliquement aussi, par l’épitaphe

gravée sur une pierre tombale abandonnée, au cimetière de Milan, “Filippo Tommaso Marinetti.

Poète”.

Antonio Picariello, toujours dans la veine biographique, en souligne à bon escient l’in-printing

nord-africain assimilé dans sa ville natale, Alexandrie d’Égypte, in-printing qui se muera en appât

fatal pour cette énergie magique, ludique et ésotérique – primordiale mais non archaïque – qui

donne son trait le plus significatif au Futurisme héroïque.

 

Qui, mieux que l’un des plus profonds connaisseurs et érudits du fondateur du Futurisme, son

neveu Leonardo Alaeddin Clerici, pouvait traiter de manière aussi originale l’hyperdimension gnostique,

si mal connue, du père de l’Avant-garde? L’écriture funambulesque parfois hermétique,

irrespectueuse des canons linguistiques consacrés, a offert plus d’un casse-tête aux responsables

de l’ouvrage…

Giovanni Lista a de son côté analysé en 15 points les principaux paradigmes de la poésie

futuriste: en partant de son rôle historique, joué dans la modernité, et en aboutissant à la pratique

esthétique peu étudiée du « Manifeste comme art ». Une véritable « leçon de style » qui n’a rien à

envier, tant s’en faut, à de simples exercices à la Queneau.

(continua…)

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