mer 6 lug 2011
DANIELE MEZZAPELLE
Posted by Antonio Picariello under arte/teatro , Comunicazione , Corrispondente da Parigi , LetteraturaNo Comments
mer 6 lug 2011
mar 10 mag 2011

mar 19 apr 2011
2005-08-18 13:00:00
Avevo deciso di non rispondere ai deliri di Paolo Borrelli, soprattutto a quelli che ha inviato al mio indirizzo di posta elettronica, me lo hanno consigliato anche tutti gli amici che hanno letto le sue missive allucinanti ed allucinate, e tutti quelli che prima di me hanno dovuto fare i conti con la ormai nota “persecuzione Borrelli ” che al cambio di stagione trasferisce le proprie frustrazioni sul malcapitato di turno (so già chi sarà la prossima vittima). Questa volta però, dopo la sua lettera pubblicata da questo sito il 12 agosto 2005, voglio rivolgere un appello a tutti, o almeno a tutti quelli che in questa piccola regione “contano qualcosa nelle istituzioni” soprattutto tra i suoi pochi amici ben piazzati: per carità trovate un’occupazione a Paolo Borrelli. Se non volete farlo per me, fatelo per tutte le persone che sono miracolosamente scampate al terremoto, all’alluvione e a quant’altro di disgraziato è avvenuto in questa regione, ma che sono invece cadute nella trappola claustrofobica di “un “plurilaureato” ingiustamente da voi ignorato. O almeno, se lo riterrete più semplice, ogni volta che utilizzerete la parola “arte” aggiungete tra le note di spesa il suo nome. Forse solo in questo modo, e sempre per la pagnotta, rinuncerà a perseguitare chiunque si occupi di arte senza il suo consenso.
Cosa dire poi di un critico d’arte che alla fine di ogni paragrafo aggiunge i suoi titoli di studio e le importanti amicizie? Un critico “militante” che vede nell’opera da me proposta ultimamente al Maci: “Tentativo di ricordare” addirittura l’autoritratto del Caravaggio decollato? Nulla, assolutamente nulla, se non che la visionarietà è tipica dell’artista ma poco calzante al ruolo del critico che dovrebbe produrre chiarezza.
La follia incalza e Paolo nella sua visionarietà perniciosa comincia addirittura a suggerire agli artisti cosa e come devono dipingere, quali mezzi utilizzare, quali tecniche e quali soggetti. Suggerendo a noi un’altra visione, sicuramente più inquietante, quella del poveraccio che non ci si raccapezza più, che non avendo più la forza o la capacità di mettersi in discussione gradirebbe che tutto rimanesse immutato, di modo che gli standard della sua “critica precotta” non debbano subire fastidiosi aggiornamenti.
Mi attribuisce con saccente ironia la scoperta tardiva di quella che lui chiama nel suo sproloquio “Big Generation”, dimostrando, lui si, di aver intravisto solo di sfuggita qualche copertina ma mai letto per intero uno degli autori della Beat Generation.
Molti di noi hanno ancora voglia di fare ricerca in arte senza preoccuparsi del giudizio di pochi critici accattoni, lui che non ha mai dimostrato uno straccio di dignità per criticare i potenti e i decisori politici (vedi il balletto indegno su “Sensi contemporanei”) ha ancora la capacità di starci dietro? Se si, ci si potrà divertire molto in futuro.
In ultimo e solo per fare chiarezza, qualche giorno fa “il nostro unico critico d’arte molisano” ha candidamente confessato ad un amico comune che nel libro sull’arte contemporanea regionale, l’ennesimo (sic!), che da oltre un anno gli è stato commissionato/regalato da un’istituzione locale, peraltro con invidiabile anticipo già elargito (che neanche la Mondadori potrebbe consentirsi), dopo gli ultimi atteggiamenti ostili da me e dall’altro malcapitato intrapresi (Quali? Quando? Non è dato sapere) non saprebbe più cosa scrivere su di noi. Come se la Storia dell’arte, anche quella di una piccola e marginale realtà come la nostra, fosse una paccottiglia da vendere al miglior offerente a seconda degli umori e dei tiramenti del curatore di turno e non, invece, una doverosa disanima scientifica degli eventi e delle personalità effettivamente in gioco. Questo a testimonianza della pochezza e dell’inaffidabilità di una critica davvero provinciale e cialtrona.
So già, conoscendolo, che inonderà questo sito e la mia casella di posta elettronica con una raffica di offensivi vaneggiamenti, che però non mi vedranno più disponibile a riempire ulteriori vuoti a perdere.
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Arte, parte l’edizione di ‘Gemine Muse’
2004-12-18 11:00:00
Dal 21 dicembre ritorna l’appuntamento di arte contemporanea con la terza edizione della rassegna “Valica i confini nazionali”. Nel Museo Sannitico provinciale di Campobasso saranno esposte le opere di Marco Fantacone, Nicola Micatrotta e Carlo Parente curate dal critico Paolo Borrelli.
In 9 Paesi europei 36 musei aprono le porte a 106 giovani artisti con l’iniziativa “Gemine Muse 2004” per allargare gli orizzonti e valicare i confini nazionali per la terza edizione della rassegna di arte contemporanea. Una serie di mostre con opere ispirate ai capolavori delle collezioni museali, un dialogo tra arte contemporanea e arte antica, un legame tra le forme espressive degli artisti di generazioni e tempi diversi: dal passato, al presente al futuro. La ormai consolidata rassegna di arte contemporanea promossa dalle associazioni Gai – Circuito Giovani Artisti Italiani, Cidac – Citta’ Italiane d’Arte e Cultura, in collaborazione con la Darc – Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici del ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, e con il sostegno di Culture 2000 – Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea, coinvolge quest’anno, oltre ai musei di 28 citta’ italiane, anche 8 musei di otto Paesi europei. “Dopo il lusinghiero successo delle passate edizioni – spiega Fiorenzo Alfieri, presidente delle asociazioni GAI e Cidac – abbiamo deciso di allargare il network artistico anche allo scenario internazionale, rafforzando comunque il nostro impegno in Italia”. La peculiarita’ dell’edizione 2004 di Gemine Muse, curata da un gruppo di 47 critici d’arte, coordinati da Giacinto Di Pietrantonio, e’ lo scambio di esperienze tra i giovani artisti italiani e quelli europei selezionati per l’iniziativa, pur mantenendo le caratteristiche di vetrina per la presentazione di lavori inediti degli artisti attraverso il rapporto diretto con le grandi opere d’arte del passato. A Campoasso la mostra sara’ inaugurata martedi’ 21 dicembre, alle ore 17,00, presso il Museo Provinciale Sannitico, Palazzo Mazzarotta, in Via Chiarizia 12. Prima della cerimonia e’ prevista una breve conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Michele de Santis, il critico Paolo Borrelli, gli artisti selezionati e la direttrice del Museo Sannitico, Angela Di Niro.
art.599 1° e 2° comma – a distanza di poche ore
gio 17 feb 2011
lun 7 feb 2011
dom 16 gen 2011
PANOPTICON
INDICE DEL LIBRO
STORIA DELL’ARTE, VANITA’ e  LADRI DI GALLINE
DEFINIZIONE DI ARTISTA
DEFINIZIONE DI CRITICO
DEFINIZIONE DI ARTIGIANO
DEFINIZIONE DI GIORNALISTA
DEFINIZIONE DI POLITICO
DEFINIZIONE DI ESTETICA
DEFINIZIONE DI DOCENTE UNIVERSITARIO
DEFINIZIONE DI CRITICO MILITANTE
DEFINIZIONE DI SCRITTORE
DEFINIZIONE DI MOVIMENTO
DEFINIZIONE DI ARTE SACRA
CAMPOBASSO
 TERMOLI
CAMPOMARINO
CASACALENDA
VENAFRO
AGNONE
LARINO
SANTA CROCE DI MAGLIANO
NAPOLI
PESCARA
BOLOGNA
CESENATICO
RIMINI
SAVIGNANO
ROMA
TORINO
SALERNO
AVELLINO
MILANO
ISERNIA
EUROPA
SUD AMERICA
AFRICA
LETTERATURA ARTISTICA
RIVISTE E EDITORI PEREPE’
BIBLIOGRAFIE RAGIONATE
lun 10 gen 2011
L’Archivio e Centro Studi Aldo Borgonzoni fondato nel 2007 da Alfonsina e Giambattista
Borgonzoni, con all’attivo oltre 16000 contatti circa 1000 archiviazioni di opere e diverse mostre
istituzionali e in gallerie d’arte,si è pone l’obbiettivo di  realizzare una grande mostra antologica
nel 2013 , Centenario della nascita del Maestro.
L’Archivio ritiene altresi’ che questa proposta dovrebbe scaturire prioritariamente dalla Citta’
di Medicina,ovvero dal territorio che rappresenta ,per la sua storia rurale e per  le sue
significative testimonianze religiose ,il cuore stesso della poetica del Maestro.
La  fama  di Aldo Borgonzoni ,legata particolarmente ai cicli pittorici dedicati al mondo
contadino medicinese  e al Concilio Vaticano II ,è di ambito non solo italiano ed
ha interessato  alcuni fra i maggiori  critici d’arte dello scorso secolo, come Francesco Arcangeli,
Ludovico Ragghianti,Carlo Bo ed in particolare i contemporanei Arturo Carlo Quintavalle
e Claudio Spadoni.
Per questa ragione il Centenario non dovrebbe essere definito solo in un ambito locale,
,comunque determinante per la presenza della Pinacoteca A.B, ricca di  un centinaio di straordinari
disegni datati dagli anni’40 in poi donati dal Maestro  e per gli affreschi dipinti nel 1948 nella Casa
del Popolo,ma  dovrebbe  interessare anche Bologna ,dove egli ha vissuto  fin dagli anni ’30,
quindi le Istituzioni come il Comune, l’Universita’, il Museo Cardinale  Giacomo Lercaro,
l’Istituto dei Beni Culturali,che gia’diresse il restauro degli affreschi ,la Regione Emilia-
Romagna e da quanti. nel settore industriale e culturale intenderanno aderirvi.
In particolare per Bologna, citta’ che non ha ancora  realizzato una  antologica istituzionale sul
Maestro,si pensa ad una rassegna dal titolo -1913 -2013 Anteprima di Aldo Borgonzoni- da
inaugurare eventualmente un mese prima della mostra medicinese, come forma significativa di
comunicazione per i media italiani.
Questa iniziativa , da svolgersi in contenitori adeguati ,potrebbe riguardare 9-12 opere significative
per il Ciclo del Mondo Contadino ed altrettante per il Ciclo del Concilio Vaticano II, con
allegati documenti fotografici e carteggi dell’epoca..
Si ricorda che nel 1994 sul tema del Concilio del Maestro si tenne una straordinaria rassegna
nell’Aula Magna di Santa Lucia di Bologna,sotto l’Egida dell’Universita’ di Bologna e della
Fondazione Cardinale Lercaro e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Considerando la sfavorevole e persistente congiuntura economica italiana,  l ‘Archivio A.B. è
consapevole delle difficolta’ , per il reperimento delle risorse necessarie ad organizzare
un evento  policentrico dal punto di vista culturale,organizzativo e di comunicazione.
Sarebbe quindi opportuno definire in primis gli Enti   aderenti con funzione propulsiva   per
l’evento , altresi’ un Comitato Scientifico rappresentante il mondo della cultura
e i critici curatori ed infine  il Comitato Organizzativo al quale potrebbero aderire cultori
d’arte e collezionisti che hanno a cuore questa iniziativa.
Quale elemento favorevole possiamo al contrario sottolineare la rilevanza dell’ evento,
che si proporrebbe come riflessione sulla storia  del ‘900 e sulle sue trasformazioni, attraverso la
pittura di uno dei suoi maggiori protagonisti,come ha scritto  nel 2007  il critico e storico
-
dell’arte Arturo Carlo Quintavalle.
Lo stesso critico dell’arte che nel 2010  ha inserito un grande dipinto del 1937 di A.B.
nella mostra parmense – Il secolo lungo- una indagine straordinaria, fra design ,moda e pittura,
sullo scorso secolo.
Quindi l’Archivio A.B. ritiene che questa Mostra diffusa sul territorio, grazie alla possibile
collaborazione fra  Istituzioni non solo emiliane, grazie al contributo di  critici come Arturo
 Carlo Quintavalle e Claudio  Spadoni  e agli apporti di  Adriano Baccilieri, Carlo Bugatti, Giorgio  Di Genova,  Nicola Micieli, Marcello Azzolini,Clotilde Paternostro, Marilena Pasquali, Franco Solmi, Franco Patruno,  Antonio Picariello, Orlando Piraccini,  Ezio Raimondi,Armando Ginesi, Leo Strozzieri , Luigi Tallarico ecct , potrebbe raccogliere finanziamenti non solo  dalle
Istituzioni,ma anche da Banche, da Industrie  cooperative e non e dal collezionismo privato.
Un evento  è rilevante, se suffragato da iniziative editoriali di pregio e dalle recensioni
dei media nazionali ,cio’comporterebbe una complessita’organizzativa ,costi per il trasporto e
l’assicurazione delle opere,come  del resto gia’ avvenne per la Mostra di Riccione del 2009, a  cui
si  aggiungerebbero i costi di allestimento, quelli per i critici curatori e quant’altro necessario.
Appare chiaro che solo ad una verifica dei finanziamenti  realmente pervenuti,ad esempio a meta’
del 2012, sarebbe possibile  dimensionare la macchina organizzativa  dell’evento sulle
risorse economiche disponibili e quindi sulle scelte dei critici curatori.
Certamente prima di sollecitare finanziamenti  sarebbe necessario  creare attorno alla iniziativa un
adeguato consenso culturale, cercando l’adesione di Istituzioni che gia’ hanno avuto rapporti con
l’Archivio o prima direttamente con il Maestro come la Gam oggi Mambo di Bologna,la
Fondazione Ragghianti di Lucca, la Fondazione Carisbo di Bologna, la Fondazione Cardinale
Lercaro di Bologna, la Fondazione Mazzariol di Venezia, il Museo Vaticano, l’Universita’di
Bologna,l’Universita’ di Urbino,il Mar di Ravenna, Museo dell’Informazione di Senigallia,il
MuseoRimoldi di Cortina d’Ampezzo ecct e da varie Pinacoteche dell’Emilia-Romagna,
censite sapientemente dall’Istituto dei Beni Culturali della Regione.
Relativamente alla eventuale  tematica organizzativa, l’Archivio A.B. è disponibile a offrire
l’esperienza maturata in questi anni ,anche con l’ottenimento  dell’Alto Patronato della
Repubblica Italiana   per  rassegna riccionese , curata nel 2009 dal critico Claudio Spadoni
–Aldo Borgonzoni testimone del tempo-
Qualora si decida di aderire alla proposta , sarebbe utile individuare un Ente  eventualmente
ONLUS, per la raccolta e il coordinamento  dei finanziamenti pubblici e privati ,in primis quelli
dello stesso Comune di Medicina, determinanti per onorare un
concittadino che ha diffuso  con
l’arte la storia e l’immagine dell’ amato territorio,
ARCHIVIO E CENTRO STUDI ALDO BORGONZONIÂ Â WWW.ALDOBORGONZONI.COM
gio 30 dic 2010
ven 24 dic 2010
mar 14 dic 2010