Memoria


kundalina

Settimo Chakra: Sahasrara, della Corona, Centro del Vortice, Loto dai 1000 petali.  Si riferisce alla coscienza come consapevolezza pura. Pensiero, identità universale, orientata verso autocoscienza.

 

Sesto Chakra: Ajna, Terzo Occhio, centro del Comando, delle Sopracciglia,  della Conoscenza, della Saggezza Interiore; Esso apre le porte alle nostre facoltà psichiche e alla  “comprensione”. Visualizzazione. Vista Psichica.

 

Quinto Chakra: Vishuddha, del Collo, della Gola o Centro di Comunicazione; Suono, identità creativa, orientata verso l’auto-espressione

 

Quarto Chakra: Anahata, Centro del Cuore; è quello centrale del sistema. È collegato con l’amore ed è l’integratore degli opposti nella psiche:un quarto chakra sano ci permette di amare profondamente, di sperimentare la pietà e un senso profondo di pace.

 

Terzo Chakra: Manipura, del Plesso Solare, dell’Ombelico, della Milza, dello Stomaco e del Fegato Regola la nostra alimentazione, la volontà ed autonomia personali, così come il nostro metabolismo.

 

Secondo Chakra: Svadhistana, Sacrale o Centro della Croce; situato nell’addome, un po in basso dietro  gli organi sessuali, è collegato con l’acqua come elemento, alle emozioni ed alla sessualità.

 

Primo Chakra: Muladhara, della Base, Centro della Radice o Centro del Coccige; Situato alla base della spina, questo chakra forma il nostro fondamento. Rappresenta la terra come elemento e quindi è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

Che cos’è il Karma?

È urgente e necessario sapere che così come esistono in questo piano fisico o terza dimensione, diversi tipi di legge che dobbiamo rispettare, tribunali e giudici che si incaricano di vegliare affinché si rispettino le leggi e castigare colui che le viola, lo stesso troviamo nella quinta dimensione della natura nella costellazione della bilancia, il tribunale della giustizia divina, incaricato di amministrare il Karma e il Dharma dell’umanità, ed indicarci attraverso i messaggeri divini, la linea di condotta che dobbiamo osservare per equilibrare la nostra bilancia interiore, così come i requisiti che dobbiamo soddisfare per raggiungere la realizzazione o perfezione, che è la ragione fondamentale per la quale ci troviamo sul pianeta terra.

Tutti nella nostra attuale esistenza, stiamo raccogliendo quello che abbiamo seminato nelle nostre vite anteriori e allo stesso tempo stiamo seminando quello che raccoglieremo nella prossima vita.Mai comprendiamo questo, ed è così che l’umanità, non potrà scappare da questa catena di conseguenze, giacché mai sappiamo il perché delle nostre sofferenze.

Quando una persona semina disgrazie, causando danno ad altri, di fatto le stesse disgrazie andrà a raccogliere. Questa è la legge del Karma.

La legge del karma è quella legge che adatta saggiamente ed intelligentemente l’effetto e la sua causa. Tutto il bene ed il male che abbiamo fatto in una vita, ci porterà conseguenze buone o cattive per questa o la prossime esistenze.

Non dobbiamo dimenticare i proverbi Cristiani: “colui che semina fulmini, raccoglie tempeste”; “con il bastone con cui misuri sarai misurato e con vantaggio”, “occhio per occhio e dente per dente”, “colui che di ferro uccide di ferro muore”.

La legge del Karma regge tutto il creato, ed è una legge immodificabile. Questa si conosce come “Giustizia celestiale”. Colui che viola una legge crea dolore per se stesso. Nella gnosi, la rappresentiamo con una bilancia. Il piatto destro corrisponde alle buone opere e si chiama Darma. Il piatto sinistro corrisponde alle cattive opere e si chiama karma. Questa legge si conosce anche come la legge di azione e conseguenza o causa ed effetto.

La legge del Karma ci controlla e vigila in ogni momento e per questo qualsiasi atto buono o cattivo delle nostre vite ha le sue conseguenze. Tutto il male che facciamo dobbiamo pagarlo e tutto il bene che facciamo ci sarà ricompensato. Dio ci diede il libero arbitrio e possiamo fare quello che vogliamo, però dobbiamo rendere conto di tutti i nostri atti di fronte alla Giustizia Divina.

Quando uno viene a questo mondo porta il suo destino e per questo alcuni nascono tra cuscini di piume ed altri nella disgrazia. Se nella nostra esistenza feriamo, adesso ci feriscono, se uccidiamo adesso ci uccidono, se rubiamo, ora ci rubano e così, “con il bastone che misuriamo adesso ci misurano e con interessi. Ogni persona è scritta nel libro del Karma che si trova nel palazzo della Giustizia Divina.

Questo palazzo si trova nella 5 a dimensione della natura, è diretta dal Maestro Anubis e dai 42 Giudici della legge. È possibile comprovare questo che stiamo affermando, e per farlo la persona dovrà imparare ad uscire in corpo astrale coscientemente.

Comprendere integralmente la Legge del Karma è indispensabile per orientare la nave della nostra esistenza in una forma positiva ed edificante. Il Karma è una legge di compensazione e non di vendetta.

Il karma è una medicina che ci somministrano per il nostro bene; disgraziatamente, la gente anziché inchinarsi con reverenza davanti all’eterno Dio vivente, protestano e/o bestemmiano, giustificano se stessi, si discolpano e si lavano le mani come Pilato (Bibbia Cristiana).

Quando protestiamo non ci modificano il Karma, se non che si trasforma più duro e più severo. Pretendiamo fedeltà dal coniuge quando siamo stati adulteri in questa o in vite precedenti. Chiediamo amore quando siamo stati spietati o crudeli; chiediamo comprensione quando non abbiamo mai dato comprensione a nessuno.

Aneliamo felicità intense quando siamo stati l’origine di molte disgrazie. Avremmo voluto nascere in un luogo bello e con molte comodità, quando nelle vite anteriori non sapemmo fare una famiglia.

Vogliamo che i nostri figli ci obbediscano, quando mai sapemmo ubbidire ai nostri genitori. Ci disturba terribilmente che ci calunnino, quando siamo stati sempre calunniatori, ed abbiamo riempito di dolore il mondo.

È dire pretendiamo quello che non abbiamo dato… È possibile che in vite anteriori fossimo malvagi e crudeli, per questo meritiamo il peggio, però supponiamo che ci debbano dare il meglio.

Quando la Legge Cosmica va’ a percepire ad una persona un Karma, prima la sottomette ad un giudizio interno. Se ha Dharma, ovvero se ha fatto buone opere, non soffre nessun patimento, altrimenti, se non ha capitale cosmico, paga con dolore.

Normalmente le persone hanno sogni che gli annunciano quello che gli succederà; per esempio; sognare che la polizia ci mette in carcere, vederci nudi, inzupparci nella pioggia, ecc.. Per maggior informazione visita la nostra sezione: Il significato dei sogni.

Generalmente, quando la Legge ci chiede la riscossione, sempre pensiamo che siamo innocenti, che non dobbiamo nulla. C’è anche qualcuno che maledice contro la giustizia qualificandola come ingiustizia.

Però sempre dobbiamo ricordare che la Legge a nessuno da quello che non si merita, ad ogni uno dà secondo le sue opere. Adesso il lettore capirà perché le carceri sono piene di “innocenti”, persone che in questa vita non hanno fatto nulla, però che in vite precedenti commisero delitti gravissimi.

Ripetiamo: la Legge di Dio a nessuno dà quello che non si merita, ad ognuno dà secondo le sue opere…

Ci sono alcuni che nascono in cuscini di piume con tutte le comodità per prepararsi intellettualmente e conducono stili di vita, per molti invidiabili, altri non hanno la stessa sorte, però nemmeno soffrono sul piano economico. Sebbene ci sono altri che soffrono spaventosamente e devono mendicare per sopravvivere. Ci sono milionari che soffrono mali incurabili e non possono mangiare quello che gli provoca, un ulcera o un’altra dolenzia.

Ci sono molti poveri che hanno una salute formidabile. La Legge riscuote da ogni uno secondo le sue mancanze. La Giustizia Cosmica la possiamo comparare ad una grande banca.

Qui nel piano fisico, se noi abbiamo un conto bancario e depositiamo costantemente (questo è equivalente a fare buone opere), il nostro saldo aumenterà. Se giriamo un assegno (è equivalente a pagare o guadagnare un Karma), è logico che lo pagheranno.

Se ritiriamo maggior denaro ogni giorno (violando la Legge di Dio), il nostro conto diminuisce fino ad andare in “rosso”; in questo momento cominciamo a patire, a pagare con dolore il dolore che abbiamo causato.

Se abbiamo cattive azioni o Karma, significa che abbiamo consumato il nostro capitale cosmico, se depositiamo, ossia, facciamo buone azioni con i nostri simili, guadagneremo Dharma ed usciamo bene nei nostri affari davanti al tribunale Cosmico. Il risultato è felicità, salute e successo nelle nostre vite.

 

questa immagine dovrebbe essere posta su ogni tomba che contiene i corpi che scompaiono in questo momento visivo. anche questa è memoria da non dimenticare…preambles:  periferie:whyjulia

2005-08-18 13:00:00
Avevo deciso di non rispondere ai deliri di Paolo Borrelli, soprattutto a quelli che ha inviato al mio indirizzo di posta elettronica, me lo hanno consigliato anche tutti gli amici che hanno letto le sue missive allucinanti ed allucinate, e tutti quelli che prima di me hanno dovuto fare i conti con la ormai nota “persecuzione Borrelli ” che al cambio di stagione trasferisce le proprie frustrazioni sul malcapitato di turno (so già chi sarà la prossima vittima). Questa volta però, dopo la sua lettera pubblicata da questo sito il 12 agosto 2005, voglio rivolgere un appello a tutti, o almeno a tutti quelli che in questa piccola regione “contano qualcosa nelle istituzioni” soprattutto tra i suoi pochi amici ben piazzati: per carità trovate un’occupazione a Paolo Borrelli. Se non volete farlo per me, fatelo per tutte le persone che sono miracolosamente scampate al terremoto, all’alluvione e a quant’altro di disgraziato è avvenuto in questa regione, ma che sono invece cadute nella trappola claustrofobica di “un “plurilaureato” ingiustamente da voi ignorato. O almeno, se lo riterrete più semplice, ogni volta che utilizzerete la parola “arte” aggiungete tra le note di spesa il suo nome. Forse solo in questo modo, e sempre per la pagnotta, rinuncerà a perseguitare chiunque si occupi di arte senza il suo consenso.
Cosa dire poi di un critico d’arte che alla fine di ogni paragrafo aggiunge i suoi titoli di studio e le importanti amicizie? Un critico “militante” che vede nell’opera da me proposta ultimamente al Maci: “Tentativo di ricordare” addirittura l’autoritratto del Caravaggio decollato? Nulla, assolutamente nulla, se non che la visionarietà è tipica dell’artista ma poco calzante al ruolo del critico che dovrebbe produrre chiarezza.
La follia incalza e Paolo nella sua visionarietà perniciosa comincia addirittura a suggerire agli artisti cosa e come devono dipingere, quali mezzi utilizzare, quali tecniche e quali soggetti. Suggerendo a noi un’altra visione, sicuramente più inquietante, quella del poveraccio che non ci si raccapezza più, che non avendo più la forza o la capacità di mettersi in discussione gradirebbe che tutto rimanesse immutato, di modo che gli standard della sua “critica precotta” non debbano subire fastidiosi aggiornamenti.
Mi attribuisce con saccente ironia la scoperta tardiva di quella che lui chiama nel suo sproloquio “Big Generation”, dimostrando, lui si, di aver intravisto solo di sfuggita qualche copertina ma mai letto per intero uno degli autori della Beat Generation.
Molti di noi hanno ancora voglia di fare ricerca in arte senza preoccuparsi del giudizio di pochi critici accattoni, lui che non ha mai dimostrato uno straccio di dignità per criticare i potenti e i decisori politici (vedi il balletto indegno su “Sensi contemporanei”) ha ancora la capacità di starci dietro? Se si, ci si potrà divertire molto in futuro.
In ultimo e solo per fare chiarezza, qualche giorno fa “il nostro unico critico d’arte molisano” ha candidamente confessato ad un amico comune che nel libro sull’arte contemporanea regionale, l’ennesimo (sic!), che da oltre un anno gli è stato commissionato/regalato da un’istituzione locale, peraltro con invidiabile anticipo già elargito (che neanche la Mondadori potrebbe consentirsi), dopo gli ultimi atteggiamenti ostili da me e dall’altro malcapitato intrapresi (Quali? Quando? Non è dato sapere) non saprebbe più cosa scrivere su di noi. Come se la Storia dell’arte, anche quella di una piccola e marginale realtà come la nostra, fosse una paccottiglia da vendere al miglior offerente a seconda degli umori e dei tiramenti del curatore di turno e non, invece, una doverosa disanima scientifica degli eventi e delle personalità effettivamente in gioco. Questo a testimonianza della pochezza e dell’inaffidabilità di una critica davvero provinciale e cialtrona.
So già, conoscendolo, che inonderà questo sito e la mia casella di posta elettronica con una raffica di offensivi vaneggiamenti, che però non mi vedranno più disponibile a riempire ulteriori vuoti a perdere.
———————————————-
Arte, parte l’edizione di ‘Gemine Muse’
2004-12-18 11:00:00

Dal 21 dicembre ritorna l’appuntamento di arte contemporanea con la terza edizione della rassegna “Valica i confini nazionali”. Nel Museo Sannitico provinciale di Campobasso saranno esposte le opere di Marco Fantacone, Nicola Micatrotta e Carlo Parente curate dal critico Paolo Borrelli.
In 9 Paesi europei 36 musei aprono le porte a 106 giovani artisti con l’iniziativa “Gemine Muse 2004” per allargare gli orizzonti e valicare i confini nazionali per la terza edizione della rassegna di arte contemporanea. Una serie di mostre con opere ispirate ai capolavori delle collezioni museali, un dialogo tra arte contemporanea e arte antica, un legame tra le forme espressive degli artisti di generazioni e tempi diversi: dal passato, al presente al futuro. La ormai consolidata rassegna di arte contemporanea promossa dalle associazioni Gai – Circuito Giovani Artisti Italiani, Cidac – Citta’ Italiane d’Arte e Cultura, in collaborazione con la Darc – Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee, Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici del ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, e con il sostegno di Culture 2000 – Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea, coinvolge quest’anno, oltre ai musei di 28 citta’ italiane, anche 8 musei di otto Paesi europei. “Dopo il lusinghiero successo delle passate edizioni – spiega Fiorenzo Alfieri, presidente delle asociazioni GAI e Cidac – abbiamo deciso di allargare il network artistico anche allo scenario internazionale, rafforzando comunque il nostro impegno in Italia”. La peculiarita’ dell’edizione 2004 di Gemine Muse, curata da un gruppo di 47 critici d’arte, coordinati da Giacinto Di Pietrantonio, e’ lo scambio di esperienze tra i giovani artisti italiani e quelli europei selezionati per l’iniziativa, pur mantenendo le caratteristiche di vetrina per la presentazione di lavori inediti degli artisti attraverso il rapporto diretto con le grandi opere d’arte del passato. A Campoasso la mostra sara’ inaugurata martedi’ 21 dicembre, alle ore 17,00, presso il Museo Provinciale Sannitico, Palazzo Mazzarotta, in Via Chiarizia 12. Prima della cerimonia e’ prevista una breve conferenza stampa alla quale parteciperanno l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Michele de Santis, il critico Paolo Borrelli, gli artisti selezionati e la direttrice del Museo Sannitico, Angela Di Niro.

 

art.599 1° e 2° comma – a distanza di poche ore

http://www.luspio.it/news.aspx?id_n=296

Mercoledì 9 marzo alle ore 16:30 nel Centro di Studi italofrancesi (Roma, Piazza di Campitelli 3) sarà presentato il volume “Luci e ombre del Futurismo” curato da Antonio Gasbarrini e Novella Novelli per Angelus Novus Edizioni dell’Aquila.
Nel libro, di oltre 400 pagine, sono pubblicati gli Atti dell’omonimo Convegno internazionale sul Centenario del Futurismo tenutosi alla Luspio, che aveva registrato la partecipazione di circa venti “agguerriti” studiosi italiani e stranieri. Dopo i saluti di Luca Danese (Presidente CdA Luspio), Antonio Iodice (Presidente Istituto di Studi Politici “San Pio V”) e Giuseppe Acocella (Magnifico Rettore Luspio), toccherà a Valeria Pompeiano (Direttore del Centro di Studi Italofrancesi), Marino Freschi (Direttore rivista “Cultura tedesca” e Gabiel-Aldo Bertozzi (Direttore rivista Bérénice), mettere a fuoco le molteplici angolazioni storiografiche e critiche leggibili nelle dense pagine di “Luci e ombre del futurismo”.

Lumières et ombres du futurisme

ANTONIO GASBARRINI – NOVELLA NOVELLI

Antiacadémique et, par certains côtés impertinent, voire exubérant, le Congrès Lumières et

ombres du Futurisme qui s’est tenu en octobre dernier à l’occasion du Centenaire, a certes résolu

quelques noeuds importants mais n’a pas manqué d’en créer de nouveaux. Au fil des 24

communications, les lumières ont au bout du compte, et de très loin, surpassé les ombres. Des

ombres tant idéologiques qu’esthétiques. Mais on peut dire que la démarcation chromatique et

allégorique n’est jamais apparue de manière tranchée . Les zones de pénombre, cependant, ont été

investies d’une dignité théorique propre.

C’est de celles-ci qu’il faudra partir pour lancer, dans l’immédiat, des travaux de recherche plus

systématiques que ceux qui sont proposés, et qui sont souvent pénalisés par l’exigüité de l’espace

typographique réservé par l’auteur. La plupart des textes occupent en moyenne de 15 à 20 pages.

L’on oscille ensuite d’un minimum de 5 à 6 pages à un maximum d’environ 70 pages, avec des

valeurs médianes d’une trentaine de pages. Ici, la longueur du texte n’influe pas sur la valeur de

la contribution. A l’hétérogénéité apparente de l’ouvrage correspond fort heureusement une

haute, et même parfois une très haute tension de « recherche ».

Gino Agnese et Giordano Bruno Guerri ont décrit, avec une rare efficacité de synthèse, certains

des aspects peu connus de la biographie des deux principaux protagonistes de la première et de la

dernière heure: Boccioni et Marinetti. Le premier se fonde sur des documents inédits qui ont

révélé – non sans recourir à la fable d’une histoire d’amour avec Augusta Popoff mûrie à Paris –

le voyage en Russie et la naissance de son fils Pierre (1906-1907) – épisodes très significatifs dans l’évolution de sa formation. Le second, avec la prose pétillante qui le distingue, met en exergue les jalons de la biographie mouvementée de Marinetti, qui s’est terminée au plan existentiel, mais symboliquement aussi, par l’épitaphe

gravée sur une pierre tombale abandonnée, au cimetière de Milan, “Filippo Tommaso Marinetti.

Poète”.

Antonio Picariello, toujours dans la veine biographique, en souligne à bon escient l’in-printing

nord-africain assimilé dans sa ville natale, Alexandrie d’Égypte, in-printing qui se muera en appât

fatal pour cette énergie magique, ludique et ésotérique – primordiale mais non archaïque – qui

donne son trait le plus significatif au Futurisme héroïque.

 

Qui, mieux que l’un des plus profonds connaisseurs et érudits du fondateur du Futurisme, son

neveu Leonardo Alaeddin Clerici, pouvait traiter de manière aussi originale l’hyperdimension gnostique,

si mal connue, du père de l’Avant-garde? L’écriture funambulesque parfois hermétique,

irrespectueuse des canons linguistiques consacrés, a offert plus d’un casse-tête aux responsables

de l’ouvrage…

Giovanni Lista a de son côté analysé en 15 points les principaux paradigmes de la poésie

futuriste: en partant de son rôle historique, joué dans la modernité, et en aboutissant à la pratique

esthétique peu étudiée du « Manifeste comme art ». Une véritable « leçon de style » qui n’a rien à

envier, tant s’en faut, à de simples exercices à la Queneau.

(continua…)

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SONO ORGOGLIOSO DEL MIO PROFESSORE

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PANOPTICON

INDICE DEL LIBRO

STORIA DELL’ARTE, VANITA’  e  LADRI DI GALLINE

DEFINIZIONE DI ARTISTA

DEFINIZIONE DI CRITICO

DEFINIZIONE DI ARTIGIANO

DEFINIZIONE DI GIORNALISTA

DEFINIZIONE DI POLITICO

DEFINIZIONE DI ESTETICA

DEFINIZIONE DI DOCENTE UNIVERSITARIO

DEFINIZIONE DI CRITICO MILITANTE

DEFINIZIONE DI SCRITTORE

DEFINIZIONE DI MOVIMENTO

DEFINIZIONE DI ARTE SACRA

CAMPOBASSO

 TERMOLI

CAMPOMARINO

CASACALENDA

VENAFRO

AGNONE

LARINO

SANTA CROCE DI MAGLIANO

NAPOLI

PESCARA

BOLOGNA

CESENATICO

RIMINI

SAVIGNANO

ROMA

TORINO

SALERNO

AVELLINO

MILANO

ISERNIA

EUROPA

SUD AMERICA

AFRICA

LETTERATURA ARTISTICA

RIVISTE E EDITORI PEREPE’

BIBLIOGRAFIE RAGIONATE

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L’Archivio e Centro Studi Aldo Borgonzoni fondato nel 2007 da Alfonsina e Giambattista

Borgonzoni, con all’attivo oltre 16000 contatti circa 1000 archiviazioni di opere e diverse mostre

istituzionali e in gallerie d’arte,si  è pone l’obbiettivo di  realizzare una grande mostra antologica

nel 2013 , Centenario della nascita del Maestro.

L’Archivio ritiene altresi’ che questa proposta dovrebbe scaturire prioritariamente dalla Citta’

di  Medicina,ovvero dal territorio che  rappresenta ,per  la sua storia rurale e per  le sue

significative testimonianze religiose ,il cuore stesso della poetica  del  Maestro.

La  fama  di Aldo Borgonzoni ,legata particolarmente ai cicli pittorici  dedicati al mondo

contadino  medicinese  e al Concilio Vaticano II ,è di ambito non solo italiano ed

ha interessato  alcuni fra i maggiori  critici d’arte dello scorso secolo, come Francesco Arcangeli,

Ludovico Ragghianti,Carlo Bo ed in particolare i contemporanei Arturo Carlo Quintavalle

e Claudio Spadoni.

Per questa ragione il Centenario non dovrebbe essere definito solo in un ambito locale,

,comunque determinante per la presenza della Pinacoteca A.B, ricca di  un centinaio di straordinari

disegni datati dagli anni’40 in poi donati dal Maestro  e per gli affreschi dipinti nel 1948 nella Casa

del Popolo,ma  dovrebbe  interessare anche Bologna  ,dove egli ha vissuto  fin dagli anni ’30,

quindi le  Istituzioni come il Comune, l’Universita’, il Museo Cardinale  Giacomo Lercaro,

l’Istituto dei Beni Culturali,che gia’diresse il restauro degli affreschi ,la Regione Emilia-

Romagna e da quanti. nel settore  industriale e culturale intenderanno aderirvi.

In particolare per Bologna, citta’ che non ha ancora  realizzato una  antologica istituzionale sul

Maestro,si pensa ad una rassegna dal titolo -1913 -2013 Anteprima  di Aldo Borgonzoni-  da

inaugurare  eventualmente un mese prima della mostra medicinese, come forma  significativa  di

comunicazione per i media italiani.

Questa iniziativa , da svolgersi in contenitori adeguati ,potrebbe riguardare 9-12 opere significative

per il Ciclo del Mondo Contadino ed altrettante per il Ciclo del Concilio Vaticano II, con

allegati documenti fotografici  e carteggi dell’epoca..

Si ricorda che nel 1994 sul tema del Concilio del Maestro si tenne una straordinaria rassegna

nell’Aula Magna di Santa Lucia di Bologna,sotto l’Egida dell’Universita’ di Bologna e della

Fondazione Cardinale Lercaro e con l’Alto Patronato del  Presidente della Repubblica Italiana.

Considerando la sfavorevole e persistente congiuntura economica italiana,  l ‘Archivio A.B. è

consapevole delle difficolta’ , per il reperimento delle risorse  necessarie  ad organizzare

un evento  policentrico dal punto di vista culturale,organizzativo e di comunicazione.

Sarebbe quindi opportuno  definire in primis  gli Enti   aderenti  con funzione propulsiva   per

l’evento , altresi’ un Comitato Scientifico rappresentante il mondo della cultura

e i critici curatori ed infine  il Comitato Organizzativo al quale potrebbero aderire cultori

d’arte e collezionisti che hanno a cuore questa iniziativa.

Quale elemento favorevole possiamo al contrario sottolineare la rilevanza dell’ evento,

che si proporrebbe come riflessione sulla storia   del ‘900  e sulle sue trasformazioni, attraverso la

pittura di uno dei suoi maggiori protagonisti,come ha scritto  nel 2007  il critico e storico

-

dell’arte Arturo Carlo Quintavalle.

Lo stesso critico dell’arte che  nel 2010  ha inserito un  grande  dipinto  del 1937 di A.B.

nella  mostra parmense – Il secolo lungo- una indagine straordinaria, fra design ,moda e pittura,

sullo scorso secolo.

Quindi  l’Archivio A.B. ritiene che questa Mostra diffusa sul territorio, grazie alla possibile

collaborazione fra   Istituzioni non solo emiliane, grazie al contributo di  critici come Arturo

 Carlo Quintavalle  e Claudio  Spadoni  e agli apporti di  Adriano Baccilieri, Carlo Bugatti, Giorgio  Di Genova,  Nicola Micieli, Marcello Azzolini,Clotilde Paternostro, Marilena Pasquali, Franco Solmi, Franco Patruno,   Antonio Picariello,  Orlando Piraccini,  Ezio Raimondi,Armando Ginesi, Leo Strozzieri , Luigi Tallarico ecct , potrebbe raccogliere finanziamenti non solo  dalle

Istituzioni,ma anche da  Banche, da Industrie  cooperative e non e dal collezionismo privato.

Un evento  è rilevante, se suffragato da  iniziative editoriali di  pregio e dalle recensioni

dei media nazionali ,cio’comporterebbe una complessita’organizzativa ,costi per il trasporto e

l’assicurazione delle opere,come  del resto gia’ avvenne per la Mostra di Riccione del 2009, a  cui

si  aggiungerebbero i costi di  allestimento, quelli per i critici curatori e quant’altro necessario.

Appare chiaro che solo ad una verifica dei finanziamenti  realmente pervenuti,ad esempio a meta’

del 2012, sarebbe possibile  dimensionare la macchina organizzativa  dell’evento sulle

risorse economiche disponibili e quindi sulle scelte dei critici curatori.

Certamente prima di sollecitare finanziamenti  sarebbe necessario  creare attorno alla iniziativa un

adeguato consenso culturale, cercando l’adesione di Istituzioni che gia’ hanno avuto rapporti con

l’Archivio o prima direttamente con il Maestro come la Gam oggi Mambo di Bologna,la

Fondazione Ragghianti di Lucca, la Fondazione Carisbo di Bologna, la Fondazione Cardinale

Lercaro di Bologna, la Fondazione Mazzariol di Venezia,  il Museo Vaticano, l’Universita’di

Bologna,l’Universita’ di Urbino,il Mar di Ravenna, Museo dell’Informazione di Senigallia,il

MuseoRimoldi di Cortina d’Ampezzo ecct  e da varie Pinacoteche dell’Emilia-Romagna,

censite sapientemente dall’Istituto dei Beni Culturali della Regione.

Relativamente alla eventuale  tematica  organizzativa, l’Archivio A.B.  è disponibile a offrire

l’esperienza maturata  in questi anni ,anche  con l’ottenimento  dell’Alto Patronato della

Repubblica Italiana   per  rassegna riccionese , curata nel 2009 dal critico Claudio Spadoni

–Aldo Borgonzoni testimone del tempo-

Qualora si decida di aderire alla proposta , sarebbe utile individuare un  Ente  eventualmente

ONLUS, per la raccolta e il coordinamento  dei finanziamenti pubblici e privati ,in primis quelli

dello stesso Comune di Medicina, determinanti per onorare un

concittadino che ha diffuso  con

l’arte la  storia e l’immagine  dell’ amato territorio,

ARCHIVIO E CENTRO STUDI ALDO BORGONZONI   WWW.ALDOBORGONZONI.COM

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