settembre 2007


Le vainqueur du match Angleterre – Afrique du Sud, aujourd’hui à 21h au Stade de France, sera quasiment assuré de la qualification pour les quarts de finale du Mondial, et pourrait même bénéficier d’un horizon dégagé pratiquement jusqu’à la finale.
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Au départ, l’enjeu était simple. Le perdant de cette rencontre au sommet de la poule A était promis à l’appétit vorace de l’Australie en quarts de finale, alors que le vainqueur pouvait envisager un quart relativement aisé, vraisemblablement face au pays de Galles. Avant de se projeter sur une demi-finale face au premier de la poule D, qui semblait promise à la France. Mais la défaite des Français lors du match d’ouverture face à l’Argentine a changé les données. Le pays hôte semble désormais se diriger vers l’autre “moitié de tableau”, dégageant l’horizon du vainqueur d’Angleterre – Afrique du Sud.

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Qui sera le grand gagnant du soir ? Les Springboks partent avec un a priori largement favorable. D’abord pour leurs performances passées, et notamment les deux succès écrasants face au XV de la Rose en juin (58-10 et 55-22). Mais surtout en raison de la série de déboires qui s’est abattue sur les Anglais, tenants du titre, depuis le début de la semaine. Privés de Jonny Wilkinson et d’Olly Barkley, blessés, ils devraient attaquer le match avec un demi d’ouverture de circonstance, Andy Farrell, plus habitué à jouer en troisième ligne ou au centre de l’attaque, depuis son arrivée du rugby à XIII, à l’automne 2005. Farrell devrait alterner avec le vétéran Mike Catt, qui portera finalement le n°10 (au lieu du N.12, attribué à Farrell), a annoncé hier l’entraîneur Brian Ashton. Sans ouvreur de métier, privés d’un buteur de calibre international, ils déplorent également l’absence de leur capitaine, le pilier droit Phil Vickery, suspendu pour deux matches pour un croc-en-jambe porté à un adversaire américain, lors de la pénible victoire (28-10) le 8 septembre à Lens. La science de Vickery risque de manquer aux Anglais face à la puissance des Boks et à la ruse du vétéran Os Du Randt, 35 ans, dernier survivant du titre mondial sud-africain de 1995. La stérilité offensive étalée face aux Etats-Unis, comme lors des deux matches de préparation perdus face à la France en août, ne contribuent pas, non plus, à faire grimper la cote des Anglais, incapables de décrocher le bonus offensif.

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Bref ! Un succès anglais constituerait un véritable exploit, tant les Springboks semblent sûrs de leurs forces, même en l’absence de leur troisième ligne Schalk Burger, suspendu, et du centre Jean De Villiers, rentré au pays en raison d’une blessure. L’Afrique du Sud, seule équipe victorieuse à trois reprises des All Blacks dans l’entre-deux Coupes du monde, semble posséder des bases suffisamment solides. D’abord un alignement en touche, inspiré par Victor Matfield et considéré comme l’un des meilleurs de la planète, et une mêlée solide. Un buteur de classe mondiale (Percy Montgomery). Et en prime des individualités de grande classe, comme l’ailier supersonique Bryan Habana, auteur de quatre essais lors de la “grande répétition” face aux Samoa (59-7) le 9 septembre au Parc des Princes. Le duel entre Bryan Habana et l’Anglais Josh Lewsey constituera l’un des centres d’intérêt de ce match. Comme l’affrontement des deuxièmes lignes, Victor Matfield et Bakkies Botha chez les Boks, Ben Kay et Simon Shaw côté anglais. Ou l’opposition des ouvreurs “Butch” James face à Andy Farrell ou Mike Catt. Pas franchement des poètes attirés par l’ivresse du grand large, mais deux rudes combattants qui préfigurent ce que devrait être ce match décisif pour l’avenir.
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Amnesty International gruppo 201 di Lucca

Promuove ed organizza l’esposizione d’arte contemporanea dal titolo:

“INFANTE”
a cura di Laura Mare
in mostra:        Marco Cardini, Elisa Corsini, Gianluca Cupisti, Lorenzo D’Angiolo,   DarioBarso,  Michele de Luca,  Sukyong Lee,  Ivo Lombardi, Massimo Pellegrinetti, Eleonora Rossi,  Cinthya Sah,  Mauro Staccioli,  Giulliano Tomaino, Claudio Tomei

negli spazi del Centro Culturale Agorà
chiostro di S. Lorenzo, presso S. Maria dei Servi, piazza di S. Maria dei Servi Lucca
date: 15 – 29 settembre 2007
inaugurazione :  15 settembre  h. 19.00
orari-mostra: lun – ven h.15.00 – 19.00, sab h.10.00 -13.00 /15.00-19.00
precede convegno :  I diritti negati. La violenza sui minori
Auditorium del Centro Agorà,  sabato 15 settembre 2007, h. 18.00

cura della mostra e del catalogo : Laura Mare, organizzazione della mostra: L. Mare, Letizia Guerrini, Roberta Volpi, Ilaria Santori, cura del Convegno: Armida Bandoni, L.  Mare;  grafica: Dario Barsottelli

La mostra, ideata e curata dal critico Laura Mare, nasce dall’iniziativa a cadenza annuale promossa dal gruppo 201 lucchese di Amnesty International, per la sensibilizzazione sui diritti negati.  Quest’anno il tema dei diritti negati riguarda la parte più sensibile ed indifesa dell’umanità : i bambini e gli adolescenti. A seconda dell’area geografico-sociale in cui vivono, essi si ritrovano ad essere vittime dello sfruttamento in ambito lavorativo, (vedendo negato loro il diritto all’istruzione ed al gioco), delle guerre ( bambini e bambine-soldato obbligati a combattere ); vittime in quanto oggetto di prostituzione infantile ed anche nel diritto all’esistenza stessa, là dove esistono rigorose limitazioni alle nascite.
Sono temi particolarmente sensibili, data la tragica frequenza con cui assurgono agli “onori” della cronaca e che vengono trattati nel breve convegno che precede la mostra.
L’esposizione, negli obiettivi della curatrice, Laura Mare, intende ripercorrere alcuni di tali argomenti relativi all’infanzia, senza la pretesa di esaurirli, né mediante immagini o rappresentazioni pietistiche e di facile retorica.
I numerosi artisti partecipanti sono stati invitati ad interpretare il tema dell’ “infante” nella sua complessità, nei mille aspetti che ne indicano una crescita e sviluppo.  Tema di fondo è il bambino di oggi come adulto di domani e dell’adulto di oggi come “prodotto” dell’infanzia e del proprio vissuto esistenziale. Un invito alla riflessione sul bambino che è dentro di noi. Inconsapevolmente, infatti, il bambino maltrattato tenderà, da adulto, a riversare sul piccolo minore  la sua esperienza infantile, il suo modo di vivere l’infanzia, divenendo, a sua volta un “adulto distruttivo nel silenzio della società”, come scrive Alice Miller in un famoso libro (L’infanzia rimossa).
In tal senso le opere si orientano verso un aspetto ludico o drammatico, documentario o poetico, liberamente espressivo. E’ presente il ricorso al mito, come archetipo esistenziale, all’immagine cruda che è testimonianza, sono rappresentati il buio e la luce che avvolgono questo tema così delicato così come le interpretazioni della crescita e del passaggio.
A sottolineare l’infanzia come un trascorrere ed un processo di sedimentazione di esperienze in metamorfosi,  ad ogni artista si accompagna un immagine od una sentenza tratta da “I Ching”, il libro sacro cinese dei Mutamenti: infanzia vista come processo mutevole e di cambiamento in atto.
Gli artisti provengono da diverse zone d’Italia, da Milano a Roma, da Lucca alla Versilia, alla Liguria ed hanno formazioni ed indirizzi estetici differenti. La loro partecipazione è gratuita. Per ciascuno in catalogo è riservato un testo, una biografia ed un’immagine a colori o bianco e nero.

dell’artista Gianni Pedullà
presentazione di Giuseppina Travaglio

a cura della Galleria TEKNE’
presso la Chiesa del Purgatorio Vecchio
Rione Sassi – MATERA

18 settembre – 8 ottobre 2007

Inaugurazione 18 settembre 2007 ore 19.00

si inaugura martedì 18 settembre 2007 alle ore 18.30 la personale
“PEDULLA’ IN MOSTRA”
che presenta sino a lunedì 8 ottobre 2007 le opere di Gianni Pedullà
presentazione di Giuseppina Travaglio

Le originali e policrome sculture di Gianni Pedullà sono una rivisitazione “nobilitata” della cartapesta, ottenuta con l’impiego di fili di seta, di tessuti e di altri materiali, di volta in volta scelti in base alla suggestione del momento. Nascono, così, interi zoo oniricamente colorati, foreste incantate, tappeti di frutta sui quali fa danzare la musica.
Pedullà definisce il suo lavoro “una giungla”, sostiene che è così che va il mondo, travolto da una continua osmosi di segni. In esso tutto circola, svincola e fugge, lasciandosi dietro un arcobaleno fluttuante. Osservando le sue opere, sembra quasi di entrare in un “bosco sacro”: una folta compagine di esseri viventi, di colori, di materiali, i più vari che popolano una giungla immaginaria, dove si possono incontrare donne, leopardi, vegetazioni lussureggianti, spirali, frutti, coccinelle, rane.
La materia artistica lo aiuta nel tradurre in immagini visibili quello che è, prima di tutto, frutto della fantasia. Il suo è un mondo incantato, vivo e coloratissimo, al quale non si può resistere; bisogna solo accettare di farsi prendere, aprendo bene le orecchie ed ascoltando, come fanno i bambini, i racconti di un mondo di fiaba.
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Gianni Pedullà nasce a Thunder Bay, in Canada, ma vive e lavora dal 1987 a Bologna. Espone fin dal 1976. Numerosissime sono le personali e le collettive in cui ha esposto i suoi lavori, in Italia, Europa, America ed Asia.

Spazio espositivo:
Chiesa del Purgatorio Vecchio
Via Purgatorio Vecchio, 13 – Rione Sassi – MATERA
Tel. e fax +39 0835 312744
www.laraccoltadelleacquematera.it
info@laraccoltadelleacquematera.it

Orari di apertura:
dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00
Ingresso: libero

Per informazioni:
Galleria TEKNE’
Via Due Torri, 36/38 – Potenza
Tel. e fax  +39 0971 34142
www.galleriatekne.it
info@galleriatekne.it

Un léger phénomène de marnage a été enregistré ce mercredi soir 12 septembre 2007 dans les ports de La Réunion et notamment dans celui de Saint-Gilles (notre photo) Entre 22 heures 55 et 23 heures 15 le niveau de l’eau est monté de quelques dizaines de centimètres. Les bateaux ont été secoués, mais n’auraient subi aucun dégât. Le phénomène est la conséquence de l’important séisme qui s’est produit mercredi après-midi dans le sud-est de Sumatra en Indonésie provoquant la mort d’au moins une dizaine de personnes. La Réunion avait été placée en alerte au tsunami dès 18 heures

D’une magnitude de 8,2, le séisme qui s’est produit à 15 heures (heure de La Réunion) a immédiatement été jugé par le centre d’alerte des tsunamis du Pacifique comme était potentiellement capable de provoquer le déferlement d’une vague géante dans l’Océan Indien. Une première alerte était donc lancée. Elle a ensuite été levée. Elle a finalement été réactivée lorsqu’une réplique d’une magnitude de 6,7 s’est produite.
La préfecture de La Réunion prenait alors la décision de placer l’île en alerte. Elle prévenant qu’une onde de choc sur les côtes réunionnaises pouvait provoquer une montée des eaux de 50 centimètres à 2 mètres. Une série de mesures préventives (renforcement des amarres des bateaux, interdiction de sortie en mer etc) était également décrétée.

Jusqu’à 5 heures du matin

L’onde de choc a effectivement atteint La Réunion, mais elle a été peu importante. Dans le port de Saint-Gilles, les premiers remous se sont produits à 22 heures 55. Un deuxième phénomène a eu lieu 7 minutes plus tard et un troisième 10 minutes après. L’importance des remous est allée en décroissant. Aucune victime ni dégât ne seraient à déplorer
L’alerte au tsunami a été levée par le centre de surveillance du Pacifique, mais à La Réunion, les mesures de prévention sont restées en vigueur jusqu’à 5 heures du matin jeudi.

Rodrigues plus fortement touché

Toutes les Mascareignes ont été touchées par l’onde de choc. C’est à Rodrigues (dépendance de Maurice) que le phénomène a été le plus important. À 21 heures 15, le niveau de l’eau est monté d’un mètre. Une demie plus tard, Maurice était à son tour touché, mais bien plus faiblement. La montée des eaux a atteint 10 centimètres.

Des morts en Indonésie

En Indonésie à la suite du séisme au moins six personnes ont été tuées et 38 ont été blessées. De nombreux dégâts matériels, fissures dans les maisons et les bâtiments, pannes de courants, crevasses dans le sol, ont été enregistrés dans plusieurs villes indonésiennes. De nombreux pays de la zone Océan Indien ont lancé des alertes au tsunami. Toutes ont été levées en début de soirée (heure de La Réunion).
Rappelons que plusieurs de ces pays d’Asie du sud-est avaient été frappés en décembre 2004 par un tsunami meurtrier. Des dizaines de milliers de personnes avaient été tuées.

COMUNICATO STAMPA

3. Meeting of Free International Artists
Enzo Marino, fondatore e presidente – Christine Kertz, vicepresidente

“ARTE POST-GLOBALIZZAZIONE: possibili scenari e strategie”.

Sede: Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität Graz
Luogo: Holteigasse1,  Graz- Austria
Data: Domenica 16 Settembre 2007  alle ore 09:30
Tipologia: convegno di artisti
Coordinamento: Christine Kertz
Pubbliche Relazioni: culture unlimited, www.culture-unlimited.com
Organizzazione: Free Internazional Artists, www.freeinterartists.bravehost.com
Cooperazione  mit Mag. Dr. Ursula Brosch, Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität Graz

Domenica 16 September to her times 9:30, within the international demonstration .Fetzen im Wind II”, it will be held in the great classroom of the Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität von Graz in Austria 3. conference of the Free International Artists.
The artists will be questioned on the possible sceneries of the art post-globalization, they will discuss on the future projects of the F.I.As., The possibility of new cultural and organizational nets, the following tappes of “Fetzen im Wind / Stracci al Vento / Rags in the Wind.”
The meeting will be presided by Enzo Marino and coordinated by Christine Kertz.

Dimanche 16 septembre aux heures 9:30, dans le cadre de la manifestation internationale. Fetzen im Wind II” se tiendra dans la salle grande de l’Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität von Graz en Autriche le 3. congrès des Free International Artists.
Les artistes les interrogeront sur les décors possibles de l’art post-globalisation, ils discuteront sur les projets futurs des F.I.A., la possibilité de nouveaux réseaux culturels et d’organisation, les étapes suivantes de “Fetzen im Wind/Stracci au Vento/Rags en the Wind.”
La rencontre sera présidée par Enzo Marin et coordonné par Christine Kertz.

Domenica 16 settembre alle ore 9:30, nell’ambito della manifestazione  internazionale “Fetzen im Wind II”,  si terrà nell’aula magna dell’Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität von Graz in Austria il 3. convegno dei Free International Artists.
Gli artisti si interrogheranno sui possibili scenari dell’Arte post-globalizzazione, discuteranno sui progetti futuri dei F.I.A., la possibilità di nuove reti culturali e organizzative, le successive tappe di “Fetzen im Wind/Stracci al Vento/Rags in the Wind”.
L’incontro sarà presieduto da Enzo Marino e coordinato da Christine Kertz.

COMUNICATO STAMPA

Fetzen im Wind II/Stracci al Vento II “M a g i e”
Enzo Marino Direttore artistico
Christine Kertz Organizzazione e coordinamento
Luogo:Botanischer Garten der Karl Franzens Universität Graz  Holteigasse1, Graz
Vernissage: 15. Settembre 2007 h. 11:00 – Periodo: 15. Settembre / 13. Oktober 2007
Progetto di mostra internazionale dei Free International Artists
Pubbliche Relazioni e Organizzazione: culture unlimited, www.culture-unlimited.com
Catalogo: Druckerei Bachernegg
Cooperazione: mit Mag. Dr. Ursula Brosch, Institut für Pflanzenwissenschaft der Karl Franzens Universität Graz

“Non è consueto osservare in un giardino botanico opere della natura unitamente a manufatti   artistici dell’uomo inalando assieme gli odori della vegetazione e gli aromi delle resine pittoriche.
È anche raro vedere una collezione internazionale di “stracci d’artista” ma è ancora più insolito vedere degli “stracci d’autore” attaccati ai tronchi di un Faggio, di un  Acero, di una Quercia.
Questi accostamenti atipici sono il primo impatto che si ha nel visitare la mostra “Fetzen im Wind II/Stracci al Vento II” nel Botanischer Garten – Universität von Graz.
Un concetto d’arte intuito ed elaborato tra i panni stesi al sole nei vicoli di Napoli e concretizzato poi nei giardini botanici europei. Ovvero un’idea ispirata da un’opera d’arte naturale di grande effetto, fluttuante e mai uguale prodotta dall’azione domestica delle donne di tutte le latitudini.
Archetipo esteso poi a tutto ciò che richiama un telo svolazzante, un’esposizione spontanea di cose, un susseguirsi di elementi che trasmettono un inconsapevole ma intrigante messaggio.
“Fetzen im Wind II/Stracci al Vento II” è un evento voluto dai Free International Artists per evidenziare un fenomeno della società d’oggi, l’andamento delle nuove forme d’arte e le dinamiche del nomadismo artistico. Ma è anche un’idea colorata per inserire giochi diversi nel sistema dell’arte tradizionale.
Nel 2005, nell’Orto Botanico dell’Università “Federico II” di Napoli si esternavano  “I miti nel mondo”, oggi nel Botanischer Garten der Karl Franzens Universität von Graz si esprime “la magia”, domani, in altri giardini si racconterà “la poesia” e ” l’eros”.
“La magia” di oggi è una raccolta di trentasei dipinti-istallazioni di artisti provenienti da culture diverse, da venti differenti paesi e che parlano di mistero, di genialità, di superstizioni, di inconsistenze, di utopia, di fatti ancestrali scaturiti dal loro intimo. Gli artisti:
Akbar Akbarpour Iran, Nino Barone Italia, Arvinder Bawa India, Angela Calella Benlupo Italia, Marisol Cavia Spagna, Manuel Cecchinato Italia, Francesca Cho Korea, Ioana Graciun Dobrescu Rumänia, Camelia Cilianu Rumänia, Camelia Deznan USA, Dorothea Fleiss Germania, Gabriele Foissner-Weinländer Austria, Michel Gautier Kanada, Natalia Giacchetta Argentina, Lilliam Gonzalez-Rodriguez Mexiko, Becky Guttin USA, Christian Lucian Hamsea Germania, Cvetka Hojnik Slowenia, Birgit Karácsonyi Austria, Christine Kertz Austriah, Hui-Ming Kou Taiwan, Elisabeth Ledersberger-Lehoczky Ungaria, Ahlam Lemseffer Marokko, Eliana Maglione Italia, Edda Mally Austria, Enzo Marino Italia, Mario Mercogliano Italia, Claudia Mezzina-Macher Austria-Italia, Manuel Olivares Italia, Marisol Pons Mexiko, Barbara Raic Kroatia, Jill Rock England, Bogdan Soban Slowenia, August Franz Svoboda Austria, Salwa Zeidan Libano, Andrea Zelio Italia

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Mario Loprete
MANN IN BLACK
L’hip hop a Venezia

La Fenice Gallery
Calle de la Fenice
San Marco 1947 30124 Venezia

inaugurazione 26 settembre 2007,  ore 19,00

mann in black  olio su tela 80 x 80 2007

?Ho visitato Venezia dopo aver letto ?La morte a Venezia? di Thomas Mann . Mi è subito sembrato di rivivere l?opera provando sensazioni forti e trovando i fondamentali ispiratori di questi lavori.Ho indagato sull?ambiguità dei personaggi ed analizzato la bellezza estasiante della città che fa da scenario ad una storia vivissima e struggente?. Mario Loprete
“I have visited Venice after to have read” the dead women to Venice “of Thomas Mann. It is endured to me seemed to live again the work trying strong feelings and finding the fundamental inspiration of these works .I have inquired on the ambiguity of the personages and analyzed the estasiante beauty of the city that ago gives to scene to one the alive and aching history “. Mario Loprete

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Pare ci sia un paese in cui l’arte d’avanguardia abbia ottenuto l’unanimità dei consensi, dall’opinione pubblica fino all’agenzia statale di controspionaggio: gli Stati Uniti d’America. Qui avrebbe agito la Cia per distribuire propri uomini nei consigli di amministrazione dei vari musei. Da qui sarebbe partita la Cia per esportare, attraverso alcune fondazioni, all’estero, artisti, musicisti e cineasti. Ininterrottamente dal 1947 al 1967 e all’insaputa dei vari Pollock Motherwell, Rothko, Armstrong, Gillespie, Johns, Rauschenberg, de Kooning, Warhol ecc.

Tutto questo secondo Frances Stonor Saunders che ha pubblicato il libro La guerra fredda culturale (New Press New York). Sicuramente il saggio non ha intenti scandalistici piuttosto è frutto di una mentalità puritana portata alla trasparenza e a una cruda lettura dei fatti. I fatti sono la fine della seconda guerra mondiale, la divisione del mondo in due blocchi.

L’arte delle neo-avanguardie americane, dall ‘Action Painting, al New Dada fino alla Pop Art ha costituito il sottofondo icono grafico della mentalità capitalistica, corrispondenza esaltante tra deregulation dei vincoli costituiti dell’economia e dei codici linguistici della tradizione figurativa. In entrambi i casi conferma il mito di un garantismo che ha sempre permeato la cultura anglosassone: l’individuo innanzitutto, la sua difesa e valorizzazione.

Non a caso troviamo sempre grandi magnati pronti a fondare musei e a sostenere collezioni private sulla nuova arte americana, sempre comunque illustrazione di una società opulenta, immagine della affluent society, rappresentazione vitalistica e aggressiva della free society.

Per l’America questo significa l’espressione di libera arte in libero stato, per noi che l’arte è lo sma~liante sostegno pubblicitario di un sistema produttivo da celebrare ed esportare. Non a caso il nome ricorrente è quello di Rockefeller.

Il nome dei Rockefeller circola con insistenza nell’ambiente politico, ma anche in quello artistico se ne potrebbe stendere un elenco dettagliato che ricorda quello dei papi succedutisi nel Seicento e committenti di un arte, il Barocco, usata come propaganda della Controriforma e diga contro la Riforma protestante.

Se nessuno pensa a Bernini e Borromini come sostenitori della Santa Inquisizione così non è possibile fare facili equazioni tra arte ed imperialismo Yankee. Piuttosto colpisce l’inusitata sottigliezza culturale della Cia che contrappone alla cupa esportazione del realismo socialista da parte del Kgb il riconoscimento dell’importanza di un’arte che, come dice Nelson Rockefeller, rappresenta «la pittura della libertà di impresa».

E’ chiaro che l’arte sembra emendare i peccati di ogni committente, I’eccesso di iniziativa privata come il monopolio o la violenza per difenderlo. Gli americani hanno censurato per esempio che a monte dell’interesse dei Rockefeller per l’arte c’è un fatto avvenuto nel 1914 che ha portato poi alla fondazione del Modern Art Museum nel 1929 da parte di Mr. John D. Rockefeller.

Il padre di John, infatti, aveva represso uno sciopero in una sua miniera a Ludlow nel Colorado. Il risultato: la morte di alcuni minatori, di due donne e di undici bambini. Per far dimenticare l’eccidio fu consultato Ivy Lee, il maggior public relation man dell’epoca. Lee, per tentare di rilanciare la testata della grande Family, consigliò di associarne il nome a opere di beneficenza e di cultura. Così si arriva alla creazione della Rockefeller Foundation e del Moma.

Scelta efficace per la committenza, gli artisti ed il pubblico. Naturalmente funzionale allo scopo fino all’esplicita dichiarazione di David Rockefeller: «Da un punto di vista economico l’impegno nelle arti può significare diretti tangibili benefici, può apportare alla compagnia una pubblicità estesa e promozionale, una più smagliante reputazione pubblica un’accresciuta e consolidata immagine aziendale. Può incrementare meglio le relazioni con la clientela, una più pronta accettazione di prodotti della compagnia e un superiore apprezzamento della loro qualità. La promozione delle arti può sollevare il morale degli impiegati e attrarre personale qualificato„.

Ecco l’inaspettato riconoscimento di una funzione sociale dell’arte, anche quella di avanguardia che sviluppa un ottimismo sperimentale di nuove tecniche e materiali parallelo a quello produttivo delle imprese. Ecco anche la corrispondenza tra mentalità collettiva del sistema sociale e quella individuale di artisti come Jasper Johns che tramutano la bandiera americana in valore pittorico o Leo Castelli (triestino cosmopolita) che sostiene ed esporta l’arte americana nel mondo.

Sul piano del computo delI’import-export internazionale, gli Stati Uniti sicuramente hanno preferito a Karl Marx Groucho Marx, magari insinuandosi nei cervelli della sinistra europea di quel tempo, quasi tutti intorpiditi dai vapori dell’ideologia.

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