Si sono tenuti il 30 e 31 maggio 2012 presso il Centro Interforze Studi Applicazioni Militari (CISAM) di San Piero a Grado (Pisa), il Convegno ed una mostra dal titolo “Campi Elettromagnetici e Innovazione Tecnologica in ambito Difesa, Industria e Ricerca”, con la presenza e la partecipazione di qualificati esperti nazionali ed internazionali. L’organizzazione è stata curata dal CISAM, dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e dall’Istituto ITE Vallauri della Marina Militare, con il patrocinio di alcune importanti istituzioni (Stato Maggiore della Difesa, Segretariato Generale della Difesa, Università di Pisa, ecc.).
L’impiego sempre più frequente dei campi elettromagnetici in vari settori del nostro agire quotidiano, ha sicuramente migliorato la qualità della vita. La diffusione dell’informazione scientifica abbinata a quella estetica sull’applicazione pratica delle equazioni di Maxwell è stata veicolata visivamente con la mostra dell’artista Francesco Guadagnuolo particolarmente sensibile, nella sua ricerca, ai fecondi rapporti instaurabili tra Arte e Scienza.
Nell’omonima mostra personale “Arte e Scienza” sono state esposte le opere dedicate all’argomento trattato nel Convegno, peraltro documentate nella recente monografia “Metamorfosi dell’iconografia nell’arte di Francesco Guadagnuolo” (curata dal critico Antonio Gasbarrini e dallo storico dell’arte Renato Mammuccari, per i tipi di Angelus Novus Edizioni – Tra 8 & 9), esplicitanti una nuova dimensione espressiva delle praticabili interazioni tra scienza e arte.
Un viaggio affascinante sulle intersecazioni tra le due discipline, quello di Guadagnuolo – effettuato pittoricamente con la reinterpretazione creativa delle equazioni fondamentali governanti i campi elettromagnetici – che ha stimolato il vivo interesse di scienziati, matematici e fisici presenti al Convegno..
Scriveva Albert Einstein: “Dove il mondo cessa di essere il palcoscenico delle nostre speranze e dei nostri desideri per divenire l’oggetto della libera curiosità e della contemplazione, lì iniziano l’arte e la scienza. Se cerchiamo di descrivere la nostra esperienza all’interno degli schemi della logica, entriamo nel mondo della scienza; se, invece, le relazioni che intercorrono tra le forme della nostra rappresentazione sfuggono alla comprensione razionale e pur tuttavia manifestano intuitivamente il loro significato, entriamo nel mondo della creazione artistica. Ciò che accomuna i due mondi è l’aspirazione a qualcosa di non arbitrario, di universale”.
Sembra che lo scritto di Einstein calzi “a pennello” sui motivi ispiratori della ricerca di Francesco Guadagnuolo.
Rileva, tra l’altro, il critico Antonio Gasbarrini nella monografia citata: “In questo suo ciclo “Gli iperspazi e l’energia del segno”, Francesco Guadagnuolo parte proprio dalla simbologia arcana di alcune formule, equazioni e teoremi matematici inglobati graficamente nelle opere (“L’identità di Eulero”, “Le equazioni di Einstein”, “Le equazioni di Maxwell”, “L’ultimo teorema di Fermat”, “La formula di Boltzmann”) per sviluppare un originale percorso dialettico tra Arte e Scienza. Percorso complesso affrontato da molteplici angolazioni, tra cui primeggiano i lavori realizzati a quattro mani con la collaborazione del fisico-matematico Giuseppe Arcidiacono il quale ha consentito all’artista siciliano di familiarizzare intellettivamente, molto da vicino, con concetti astrofisici (l’immensamente grande) e microfisici (l’immensamente piccolo). Talché il lucido procedere espositivo autografo di Arcidiacono sul foglio-tavola ove lo scienziato espone, dimostra con formule, equazioni e grafici, leggi fisiche dalla “tremenda bellezza” (Rilke, Elegie duinesi) leggibili ne “La meccanica cosmica”, “Gli iperspazi e la fisica”, “Meccanica proiettiva”, “La velocità della luce”, “L’universo ipersferico di De Sitter”, interagisce – con il successivo intervento estetico di Guadagnuolo – con l’energia-campo di segni, macchie e colori dalla pirotecnica valenza spaziotemporale”.