febbraio 2013



A chiusura dei festeggiamenti per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia, i titolari della Pontificia Fonderia di Campane Marinelli sono stati convocati in Quirinale, lo scorso 27 gennaio, per la presentazione ufficiale della campana commemorativa di tale evento.
Il memorabile incontro con i vertici dello Stato, “gli Uomini del Presidente”, quelli che a lui sono stati accanto nel corso del settenario che volge al termine si è svolto nella ” Sala della Pendola”, muta testimone nei secoli, dei meeting più riservati fra i Grandi della Terra. Il Segretario di Stato Dott. Marra ed il Primo Consigliere Prof. Guelfi hanno avuto parole di ammirazione e di lode per la Ditta più longeva d’ Italia rappresentata da Armando e Pasquale Marinelli, accompagnati dalle rispettive consorti Paola e Rosita, e dalle cugine Gioconda e Gabriella, figlie del mai dimenticato Pasquale, il Patriarca delle Campane.
Prima di essere collocata in Quirinale, la campana è stata degna testimonial della Regione Molise nella mostra dedicata al Giubileo dell’Unità nazionale, allestita all’ aeroporto Leonardo Da Vinci. In seguito il sonoro bronzo è stato tra i protagonisti della Mostra dedicata “al Genio Italiano” presso l’ Ambasciata italiana a Washington.
Altri progetti espositivi riguarderanno la storica campana di Agnone già ritenuta un piccolo monumento dedicato all’ “Unità”. Retta da un armonioso supporto in ferro battuto, la campana, dal peso di 200 kg e diametro di cm 55, reca in rilievo lo stemma della Repubblica col nome del Presidente Napolitano, il logo delle celebrazioni e le sagome sovrapposte dell’ Italia unita e preunitaria.

Nel 1999 i Marinelli furono convocati a Palazzo dalla Segreteria di Stato per incontrare Oscar Luigi Scalfaro. Il Presidente in quell’occasione fregiò il dott. Marinelli del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. e inaugurò idealmente il nascente Museo Storico della Campana che egli stesso aveva in programma di visitare rimanendone impedito da eccezionali eventi naturali.
Con la presenza di una campana tanto significativa nel Palazzo più prestigioso d’Italia i Marinelli coronano un sogno celato da molto tempo che attesta inconfutabilmente il valore inossidabile della più antica e raffinata tradizione artigiana del nostro paese.

Anche nel 1961, nell’ antica fonderia era nata una campana celebrativa del Centenario . Essa fu esposta ad oltre 6 milioni di visitatori nella Mostra delle Regioni, l’evento più imponente realizzato in tutt’ Italia nella città che aveva impiegato maggiore entusiasmo ed energie alla ricorrenza, Torino. L’ ammiratissima campana decorata dal fine scultore Ettore Marinelli, reca i ritratti di re Vittorio Emanuele, Mazzini, Cavour e Garibaldi effigiate su bandiere incrociate, il profilo dell’Italia unificata, un omaggio a Torino col suo stemma e il motto “La voce di Dio e della Patria per l’ unità e l’avvenire del popolo italiano” con un doppio richiamo al ruolo sacro e civile delle campane.

PER I GIORNALISTI CHE VOLESSERO APPROFONDIRE L’ARGOMENTO AGGIUNGIAMO ANCORA UNA NOTA STORICA

Nel 1954, al teatro Adriano di Roma, veniva consegnata alla Fonderia Marinelli una Medaglia d’Oro dal Presidente della Repubblica Einaudi “quale premio ambitissimo alla Ditta più anziana per Attività e fedeltà al lavoro in campo nazionale”.
Nel discorso ufficiale il Ministro dell’ Industria e Commercio, On.Villabruna, disse: << Sul nome di questa Azienda s' innalza un arco ideale che riassume la lunga tradizione del nostro Paese, che ravvicina ai nostri tempi il secolare cammino percorso dall'Italia dai bagliori del Rinascimento alla luce meridiana del Risorgimento. Le campane della Fonderia Marinelli, fondata nel 1300 e tramandata sino ad oggi di padre in figlio, hanno scandito tutte le ore liete e tristi della nostra storia, dall' Italia vaticinata da Dante all' Italia di oggi. Io vorrei che quelle campane, che con i loro rintocchi segnano da secoli i momenti più suggestivi della vita quotidiana, suonassero a distesa, per celebrare la resurrezione della nostra Patria, nella pienezza dei suoi diritti e nella consapevolezza dei suoi doveri di fronte al mondo civile >>. Parole che dopo 60 anni sintetizzano al meglio il valore della storica azienda molisana.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=SL8J44bHExw#!

 

 

ROMA. A chiusura dei festeggiamenti per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia, i titolari della Pontificia Fonderia di Campane Marinelli sono stati convocati in Quirinale, lo scorso 27 gennaio, per la presentazione ufficiale della campana commemorativa di tale evento. Il memorabile incontro con i vertici dello Stato, “gli Uomini del Presidente”, quelli che a lui sono stati accanto nel corso del settenario che volge al termine si è svolto nella ” Sala della Pendola”, muta testimone nei secoli, dei meeting più riservati fra i Grandi della Terra. Il Segretario di Stato Dott. Marra ed il Primo Consigliere Prof. Guelfi hanno avuto parole di ammirazione e di lode per la Ditta più longeva d’ Italia rappresentata da Armando e Pasquale Marinelli, accompagnati dalle rispettive consorti Paola e Rosita, e dalle cugine Gioconda e Gabriella, figlie del mai dimenticato Pasquale, il Patriarca delle Campane. Prima di essere collocata in Quirinale, la campana è stata degna testimonial della Regione Molise nella mostra dedicata al Giubileo dell’Unità nazionale, allestita all’ aeroporto Leonardo Da Vinci. In seguito il sonoro bronzo è stato tra i protagonisti della Mostra dedicata “al Genio Italiano” presso l’ Ambasciata italiana a Washington. Altri progetti espositivi riguarderanno la storica campana di Agnone già ritenuta un piccolo monumento dedicato all’ “Unità”. Retta da un armonioso supporto in ferro battuto, la campana, dal peso di 200 kg e diametro di cm 55, reca in rilievo lo stemma della Repubblica col nome del Presidente Napolitano, il logo delle celebrazioni e le sagome sovrapposte dell’ Italia unita e preunitaria. Nel 1999 i Marinelli furono convocati a Palazzo dalla Segreteria di Stato per incontrare Oscar Luigi Scalfaro. Il Presidente in quell’occasione fregiò il dott. Marinelli del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. e inaugurò idealmente il nascente Museo Storico della Campana che egli stesso aveva in programma di visitare rimanendone impedito da eccezionali eventi naturali. Con la presenza di una campana tanto significativa nel Palazzo più prestigioso d’Italia i Marinelli coronano un sogno celato da molto tempo che attesta inconfutabilmente il valore inossidabile della più antica e raffinata tradizione artigiana del nostro paese. Anche nel 1961, nell’ antica fonderia era nata una campana celebrativa del Centenario . Essa fu esposta ad oltre 6 milioni di visitatori nella Mostra delle Regioni, l’evento più imponente realizzato in tutt’ Italia nella città che aveva impiegato maggiore entusiasmo ed energie alla ricorrenza, Torino. L’ ammiratissima campana decorata dal fine scultore Ettore Marinelli, reca i ritratti di re Vittorio Emanuele, Mazzini, Cavour e Garibaldi effigiate su bandiere incrociate, il profilo dell’Italia unificata, un omaggio a Torino col suo stemma e il motto “La voce di Dio e della Patria per l’ unità e l’avvenire del popolo italiano” con un doppio richiamo al ruolo sacro e civile delle campane.

NOTA STORICA: Nel 1954, al teatro Adriano di Roma, veniva consegnata alla Fonderia Marinelli una Medaglia d’Oro dal Presidente della Repubblica Einaudi “quale premio ambitissimo alla Ditta più anziana per Attività e fedeltà al lavoro in campo nazionale”.
Nel discorso ufficiale il Ministro dell’ Industria e Commercio, On.Villabruna, disse: “Sul nome di questa Azienda s’ innalza un arco ideale che riassume la lunga tradizione del nostro Paese, che ravvicina ai nostri tempi il secolare cammino percorso dall’Italia dai bagliori del Rinascimento alla luce meridiana del Risorgimento. Le campane della Fonderia Marinelli, fondata nel 1300 e tramandata sino ad oggi di padre in figlio, hanno scandito tutte le ore liete e tristi della nostra storia, dall’ Italia vaticinata da Dante all’ Italia di oggi. Io vorrei che quelle campane, che con i loro rintocchi segnano da secoli i momenti più suggestivi della vita quotidiana, suonassero a distesa, per celebrare la resurrezione della nostra Patria, nella pienezza dei suoi diritti e nella consapevolezza dei suoi doveri di fronte al mondo civile”. Parole che dopo 60 anni sintetizzano al meglio il valore della storica azienda molisana.

redazione


segue racconto letterario

i gemelli sono due e uno dice sempre il contrario dell’altro, se il primo ha intuito per una causa giusta, l’altro prepara in sottofondo le strategie; macchina gli intrighi della coscienza modella gli interessi dell’anima, azzittisce lo spirito. l’altro intanto appare gioviale, simpatico anche dietro la sua naturale bruttezza di viso senza labbra che l’altro gemello ha saputo mimetizzare perfettamente con la barba da risorgimentale piemontese. Sostiene Pereira che il gemello cattivo è stato capace perfino di sottrarre la scena a suo figlio…Il ragazzo diceva che avrebbe voluto fare la rivoluzione, si era iscritto al movimento giovanile dei rivoluzionari sindacalisti che amano le poltrone di piuma d’oca. Si era iscritto all’Università di bologna e per trovar i soldi i gemelli avevano gentilmente accompagnato l’anziana madre all’ospizio così sarebbero stati liberi di poter capitalizzare la casa di famiglia dove avevano da ragazzi mangiato interiora di animali che la mamma che proveniva da un paese del salernitano con tanto amore preparava per i due figli e i due gemelli dopo la malattia del padre. Il buono e il Cattivo il simpatico e l’infido lavoravano di facciata; il cattivo sapeva che male sarebbe andata, se qualcuno dopo anni di avvicinamento lo avesse scoperto, avrebbe comunque accusato il suo naturale gemello con frasi sicure come : è lui che me lo ha detto. e così con il resto dell’umanità è lui che me lo ha detto, perfino al suo amico che lo aveva estratto dal casino mentale dove aveva trovato la sua passione elementare d’artista provinciale stanziale; pittava buci neri su linee bianche o a volte per variare pittava buchi bianchi su linee nere. Per anni, mangiando le interiora di animali che gli preparava la mamma non aveva fatto altro che pittare buchi e linee fin quando non arrivò il professore di roma che portava la soluzione nel cappello e le bretelle da colonizzatore inglese. Il gemello cattivo capì immediatamente che lo stoico vecchiEtto Laziale amante della carne fresca giovanile,molto giovanile, gli avrebbe portato vantaggio e complicità (ma di questo si parlerà nel secondo racconto). E si che di tanto in tanto i dubbi della poca chiarezza spesso prendevano la sensazione mentale di chi li avvicinava, ma poi per poca conoscenza ofiologica lasciavano cadere nel vuoto i loro istinti analitici. la moglie, esile e fumatrice accanita di sigarette statali che da anni conosceva il modello delle apparizioni dei gemelli non sopportandoli più aveva prima bruciato in sigarette tutti i risparmi che l’avarizia accanita del marito aveva accumulato facendo il politico temerario nelle provincia di periferia, poi lo aveva costretto a dormire su un divano di pelle bianca che si era fatta comprare per compiacimento alla vita e gli aveva vietato ogni rapporto affettivo maschile… gli lasciava sfogamento però facendogli lavare i piatti dopo aver pranzato. Alla fine lo aveva cacciato di casa perchè non lo sopportava più….I gemelli dovettero trovare una seria soluzione : il potere il potere della seduzione a pagamento, passarono donne sposate che lavoravano alla ricerca di un posto fisso si prestavano con sgrascia e cortesia poi si avvantaggiavano nella carriera attraverso gli strani intrugli dei gemelli. ll figlio che aveva trovato la sua sostanza di vita nella città dei portici e delle illusioni agli emigranti giovani lasciò che fossero i gemelli a sostituirlo nel suo nuovo ruolo politico e i gemelli avvezzi alla opportunità si presentarono al mondo per diventare presidenti della repubblica. Fine prima parte.

Invictus – Invitto- “mai sconfitto”
William Ernest Henley (1849-1903).

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho pianto forte.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.