gennaio 2013


http://www.cesenaticoturismo.com/it/hotel-cesenatico/hotel-eritrea/

 

TITOLO – PRG (PIANO REGOLATORE GENERALE) VERSO L’APPROVAZIONE DI UNA VARIANTE DI SALVAGUARDIA E ASSESTAMENTO

 

IL PIATTO E’ SERVITO! TERZO INCONTRO SETTIMANALE TRA I CITTADINI AQUILANI
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TRATTEREMO DELLA AZIONI AMMINISTRATIVE DA INTRAPRENDERE PER UNA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA DEL MASSACRATO TERRITORIO AQUILANO
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MERCOLEDI’ 23 GENNAIO 2013 ORE 16,30
PALAZZETTO DEI NOBILI

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INTERVERRANNO

Arch. Daniele Iacovone
Ipotesi di lavoro per un rilancio urbanistico del comune nel Cratere

Arch. Pierluigi Properzi
Una proposta dall’opposizione

Arch. Antonio Perrotti
Le questioni principali nel nostro Comune

Dr. Bruno Petriccione
Il quadro ecologico e la biodiversità: presupposti di una nuova
pianificazione

Ordine Architetti / Ordine Ingegneri / ANCE

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DIBATTITO
CONCLUSIONI

EVENTO n. 3

“e cambia passo il tempo…”(performance)
Voce: ANNA MARIA GIANCARLI – Viola: SABATINO SERVILIO

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PROSSIMI INCONTRI
MERCOLEDI’ 30 GENNAIO 2013-01-12
MERCOLEDI’ 6 FEBBRAIO 2013


STUDIO S – A R T E C O N T E M P O R A N E A
VIA DELLA PENNA N. 59 – 00186 ROMA – TEL./FAX – 0039 06 3612086 – e-mail : car.sin.s@virgilio.itq

mostra

RICORDARE
TRIBUTO A BRUNO CANOVA IN MEMORIA DELLA SHOAH
OPERE DI BRUNO CANOVA E DI VITO MIROBALLI

INAUGURAZIONE SABATO 26 GENNAIO 2013 ALLE ORE 18.00

a cura di Lorenzo Canova e di Carmine Siniscalco

Lo Studio S, alla vigilia del Giorno della Memoria consacrato alla tragica odissea della Shoah, dedica un tributo a Bruno Canova, recentemente scomparso, presentando cinque suoi grandi lavori insieme a trenta opere di Vito Miroballi, suo amico e allievo, che ha recentemente tenuto la mostra personale “Memoria dell’attesa. L’ombra della Shoah” alla Casa della Memoria e della Storia di Roma.
Bruno Canova (Bologna 1925- Lacco Ameno, isola d’Ischia, 2012), internato in un lager tedesco nel 1944 come prigioniero politico e Vito Miroballi, suo amico, allievo e collaboratore, sono due artisti che hanno scelto di usare il linguaggio delle arti visive per contribuire al grande mosaico collettivo della memoria, alla volontà e alla necessità di continuare a trasmettere alle generazioni future il ricordo dell’orrore della Shoah e della cancellazione violenta di tutti gli avversari del regime nazista.
Per dare la sua testimonianza sulla tragedia in cui è stato coinvolto e sulle atrocità a cui è sopravvissuto, affinché non si ripetessero e non venissero dimenticate, Bruno Canova, infatti, con grandissimo impegno etico, ha lavorato dalla fine degli anni sessanta alla sua scomparsa, nel 2012, alla sua grande mostra “L’arte della guerra”, dedicata alle crudeltà delle guerre di tutti tempi.
Da questo progetto complesso è nato un libro del 1972 e una mostra itinerante che ha toccato moltissime città italiane per più di quindici anni, in un progetto articolato dove hanno un’importanza particolare le opere dedicate alle Leggi Razziali, alla persecuzione degli ebrei e alla Shoah. In questi lavori Canova unisce la sua formazione di avanguardia (legata alla grafica di Albe Steiner, Max Huber e alla fotografia di Luigi Veronesi) a una personale rielaborazione del collage futurista e dadaista e alla sua vocazione iconica di disegnatore e pittore. Questi lavori, frutto di lunghe ricerche storiche, utilizzano manifesti, ritagli di giornale e documenti originali inseriti nel corpo dell’opera, elementi verbovisivi, campiture quasi informali, disegni e parti dipinte. Il risultato è di grande forza espressiva e di dolente partecipazione, legata indubbiamente alla sua esperienza diretta, dove i simboli non restano sospesi come fredde evocazioni ma diventano elementi strutturali della potenza drammatica di opere colme di una intensa e sofferta capacità di testimoniare ed evocare fatti e cose talmente spaventosi da giungere alla soglia dell’indicibile.
Allievo e collaboratore di Bruno Canova, Vito Miroballi, ha assistito alla nascita di molte opere di questo ciclo e ha potuto ascoltare i racconti delle sue vicende di internamento. Da questo rapporto diretto è nato l’interesse di Miroballi per il tema della Shoah, a cui ha dedicato molte opere recentemente esposte anche alla Casa della Memoria di Roma. In questi lavori l’artista lega così il suo interesse per il paesaggio a una nuova sintesi del segno e una nuova intensità drammatica delle stesure cromatiche che alludono alla tragedia della Shoah evitando ogni elemento descrittivo, cercando di restituirne invece tutto l’orrore attraverso una visione cruda e icastica che distilla il colore in macchie dolenti come ferite non rimarginate. La pittura, nella sua intensità, cerca allora di evocare, con i suoi strumenti metaforici, la desolazione, la nebbia e il fumo che avvolgono le sagome incerte di corpi destinati a una condanna crudele e insensata, la solitudine e il vuoto di paesaggi indistinti che accompagnano l’atmosfera plumbea di luoghi senza speranza e di eventi tragici di cui la memoria deve essere conservata, anche grazie ai gesti dell’arte che attraversano il tempo e la storia.
Lo Studio S, che ha nel passato organizzato mostre sulla Shoah a Roma (2009), a Salerno e alla Certosa di Padula (2010) e a Tel Aviv (2011) conferma così la sua volontà di progettare eventi che esulino da ricerche meramente estetiche e affrontino più ampie problematiche .

a cura di Lorenzo Canova e di Carmine Siniscalco

STUDIO S / Direttore: CARMINE SINISCALCO

DAL LUNEDÍ AL VENERDÍ ORE 15. 30-19. 30 – SABATO ORE 11. 00-13. 30 / 15. 30 -19. 30
STUDIO S-ARTE CONTEMPORANEA – 59 VIA DELLA PENNA – 00186 ROMA
TEL/FAX 06 3612086 – 339 3303719 email car.sin.s@virgilio.it
fino al 16 febbraio
Bruno Canova, L’arte della guerra-1938, anni settanta, documenti, acrilico e tecnica mista su masonite, cm 186 x 123.JPG

C’è qualcuno che ancora si preoccupa di definire il senso della cultura in Italia. Spesso mi sento domandare dai giovani : Prof. Ma che cos’è l’arte contemporanea?. Risposta. Ragazzi, l’arte contemporanea è l’arte dei funzionari e dei politici messi a capo della comunità. È l’arte di decidere la schifezza delle vostre future vite penalizzate dalla nascita. L’arte comunque è stella cometa che esplode dall’emittente nel cuore del ricevente; è nella vostra testa che si concretizza l’arte, quindi ogni volta che vedete per strada un dis-funzionario e un s-politico contemporaneo sappiate che è la vostra arte. Se avrete la reazione di vomitarci sopra allora avete incamerato il senso completo dell’arte che vi appartiene per generazione r-esistente. Guy Debord, comunque, vi applaudirebbe…

http://www.radiortm.it/2011/07/08/in-ricordo-dello-scrittore-modicano-preside-nino-barone/

Se c’è una cosa che ad uno scrittore sicuramente dispiace, è quella di essere consegnato all’oblio. A questo destino vorremmo non fosse destinato Nino Barone, nato nel 1919 e già Preside dell’Istituto professionale per l’agricoltura “Principe Grimaldi” di Modica, che, proprio l’8 luglio di due anni fa, lasciava la scena di questo mondo. Una persona distinta, raffinata, signorile, che amava Modica e che l’ha raccontata nei suoi tre corposi volumi di prosa: “Essere cava”, “Richiami” ed “Il sapore del tempo”. “Caro Mimmo – mi diceva con la sua voce squillante al telefono –, cosa c’è in programma nel prossimo sabato letterario?” Queste sue parole, che mi sono rimaste impresse nella memoria, le percepivo come segno della sua amabilità e del suo desiderio convinto di partecipare costantemente con la moglie agli appuntamenti culturali del Caffè Quasimodo, sedendosi quasi sempre nello stesso posto di terza fila, e, a volte, anche nel tavolo della presidenza ora come relatore, ora come autore che presentava le sue opere.
Barone amava il linguaggio della colloquialità e della convivialità, sperimentate – come lui stesso scrive in “Essere Cava” , fra le “Quattro colline, non molte alte e non ricche di vegetazione, ma avvicinate e incombenti”, che “hanno delimitato da secoli, e forse da millenni, lo spazio abitativo della nostra Modica, il centro e il cuore del nostro paese”.[...]

 

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