settembre 2014


COMUNICATO  STAMPA

 

 

Sabato 18 ottobre s’inaugura a Milano, presso il Milan Art & Events Center, la quarta edizione di “EroticaMENTE – linee, forme e colori della sensualità”, a cura di Eva Czerkl. Già presentata con successo  a Taormina nel 2010, a Roma nel 2011 e 2012, la Rassegna, intesa come contenitore di tutta quella creatività che rimanda al pensiero erotico e al suo potere sulle emozioni interiori ancor prima della dichiarazione fisica, propone un nuovo capitolo della storia infinita dedicata all’Eros, raccontata da 31 artisti contemporanei attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, l’arte digitale, l’installazione.

.“ […] Ogni artista presente in questa mostra è responsabile con il proprio linguaggio di appartenere a una sorta di continuità espressiva iniziata dalle ombre del secolo scorso, ma che nella realtà contemporanea appaiono come una voce pronunciata da una macchina antropica  alla fine di un film geniale di Kubrick. E in fin dei conti la storia del gusto è il modus operandi  che ogni generazione passante o ripassante sul pianeta  traduce con il  senso del proprio tempo; linguaggi che diventano scontri di passioni sottraendo di volta in volta le sovrastrutture superflue per arrivare al cuore della forma enunciata dalle ombre sensibili della storia.  L’opera d’arte cerca il cuore sostanziale della forma e si avvede, in questo modo, di aprire visioni prodigiose che oscillano nelle sfere connotative delle passioni modellando lo sposalizio erotico tra  storia e natura e ‘convenzionare’  così i codici possibili della  seduzione.  In questo modo ‘EroticaMENTE’ sfoga  il  nuovo ‘erotismo artistico del terzo millennio’ cercando, come un’orchestra musicale che suona visioni ottiche, il senso universale  dell’amare.” (Antonio Picariello)

In mostra: Alberto Agnelucci – Giorgio Aquilecchia – Giacomo Bartoli – Giulio Bellutti – Aurelio Biocchi – Ivan Cattaneo – Michele D’Anca – Angelo De Francisco – Nicola Domenici – Peppe Esposito – Luciano Fadini – Paolo Fermi – Esther Grotti – Sally Hewett – Eleni Kyriazopoulou – Angelo Merante – Laura Maria Mino – Nestor Jr. – Alessandro Nobile – Omar Olano – Chan Park – Fulvio Petri – Giovanni Pinosio – Luciano Poli – Antonio Proietti – Massimiliano Ranuio – Mauro Rea – Sofia Sguerri – Marc Vandevelde – Pierluigi Gianni Vecchi – Alessandra Vinotto.

 

Si segnala tra gli altri la presenza con due sue opere di IVAN CATTANEO, noto oltre che per la  carriera discografica come pioniere e paladino del primo Punk Rock italiano, nonché inventore del Revival anni ’60 da lui soprannominato “Archeologie-Moderne”, per il suo percorso parallelo nell’arte multimediale e sperimentale. O ancora l’attore MICHELE D’ANCA, uno dei protagonisti più amati del piccolo schermo, noto in particolare per il ruolo di Sebastian Castelli in ‘Centovetrine’, da sempre appassionato di fotografia e di arte erotica, esperto di nawa shibari, e che presenta alcuni suoi lavori in tema.

 

Catalogo: Palladino Editore. Testo introduttivo e intervento del critico d’arte Antonio Picariello.

Durata mostra: 18-31 ottobre 2014

Inaugurazione: sabato 18 ottobre ore 18

Sede: Milano Art & Events Center, via Lupetta 3, Milano

Orari: da martedì a venerdì 10.00-13 / 15,30-19, sabato  16-19 (domenica e lunedì chiuso)

Info: tel. 0039-02.39831335, e-mail staff@wepresentart.com

Ingresso libero. Vietato ai minori di anni 14.

 

 

Invito – MARIA HELENA MANZAN partecipa alle Mostre SPOLETO INCONTRA VENEZIA a cura di Vittorio Sgarbi – Palazzo Rota Ivancich (1)

(Alessandro Sarti)

Comunicato Stampa

 

L’arte contemporanea protagonista con maestri italiani a Pechino nel 2015

Stella, Maranghi, Nardoni e Valentini

 

Un importante progetto culturale tra Italia e Cina è stato il motivo della visita a Pechino della delegazione italiana composta da  Alessandro Sarti e il Maestro Sergio Nardoni  con l’Ambasciatore italiano in Cina Alberto Bradanini. L’incontro è stato oltre che un gesto istituzionale, un momento per illustrare il progetto e condividerlo. Un progetto culturale che sarà curato  da  Alessandro Sarti e del quale saranno  protagonisti  diversi artisti italiani già in luce anche  a livello internazionale: Andrea Stella, Giovanni Maranghi, Sergio Nardoni e Stefania Valentini,  “tutti nomi con i quali sono felice di affrontare questo incarico importante – dichiara Alessandro Sarti, che coordinerà la cura dell’intero progetto – questi maestri, e altri che potranno  essere invitati, di spessore artistico eccezionale, sapranno  farsi  apprezzare anche dal pubblico cinese”. All’incontro ha partecipato anche la Prof.ssa Stefania Stafutti Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.

N.B. Nella foto, da sinistra: Alessandro Sarti, l’Ambasciatore d’Italia in Cina Alberto Bradanini e il maestro Sergio Nardoni.

 

 

EroticaMENTE 4 – 18/31 ottobre 2014 – MILAN ART & EVENTS CENTER, Milano.
Partecipanti: Alberto Agnelucci – Giorgio Aquilecchia – Giacomo Bartoli – Giulio Bellutti – Aurelio Biocchi – Ivan Cattaneo – Michele D’Anca – Angelo De Francisco – Nicola Domenici – Peppe Esposito – Luciano Fadini – Paolo Fermi – Esther Grotti – Sally Hewett – Eleni Kyriazopoulou – Angelo Merante – Laura Maria Mino – Nestor Jr. – Alessandro Nobile – Omar Olano – Chan Park – Fulvio Petri – Giovanni Pinosio – Luciano Poli – Antonio Proietti – Massimiliano Ranuio – Mauro Rea – Sofia Sguerri – Marc Vandevelde – Pierluigi Gianni Vecchi – Alessandra Vinotto

Dopo Taormina (2010) e Roma (2011 e 2012), la quarta edizione di “EroticaMENTE” si trasferisce a Milano, nella magnifica sede espositiva Milan Art&Events Center, a poca distanza da Piazza del Duomo.

“Erotismo è dare al corpo le suggestioni della mente”, era la citazione da Georges Perros (Papiers collés, 1960) con la quale iniziava la presentazione della “prima volta” di EroticaMENTE. Frase che basterebbe da sola a riassumere il tema portante di questa mostra, intesa come contenitore di tutta quella creatività che rimanda al pensiero erotico e al suo potere sulle emozioni interiori ancor prima della dichiarazione fisica.
Altro non è l’erotismo se non un’idea, una concezione personale di quello che può essere il desiderio fisico, l’amore, la passione, persino il tradimento, o il dolore. In qualunque forma sia espresso – passionale, ironica, dissacratoria – si tratta pur sempre di una reazione a un fascino subìto in maniera inspiegabile e incontrollata. Un’attrazione fatale tra la sostanza corporea e l’immateriale.
A raccontare il loro senso dell’Eros saranno chiamati ancora una volta diversi artisti contemporanei, con i rispettivi linguaggi espressivi – pittura, scultura, fotografia, arte digitale, installazione, video – ciascuno con la propria peculiarità artistica e personale.
La Rassegna, a cura di Eva Czerkl, sarà corredata da un catalogo realizzato da Palladino Editore, testo introduttivo del critico d’arte Antonio Picariello.

Per informazioni: https://www.facebook.com/evaczerkl
e-mail: eva.czerkl@alice.it – cell. 3484929415.

 

 

L’opera artistica di Francesco Guadagnuolo è  un’ aggiunta sacrale e  visiva alla dimensione spirituale di una santa. Una realtà aumentata dal senso teologico che incontrando l’interpretazione segnica contemporanea assume i caratteri del rinvio verso altri campi percettivi dotati di forza linguistica e di armonia visiva. F. Guadagnuolo raggiunto la connotazione del proprio  linguaggio anche  attraverso  la sostanza  del movimento Transrealista (definito dall’’esperienza critica di  Antonio Gasbarrini) movimento, è bene dirlo,  escatologico a tutta la filiera delle avanguardie  del secolo scorso, promuove coraggiosamente la corpuscolare visione iconologica attivando la dimensione sensibile del proprio spirito linguistico  con l’immedesimazione della passione  della vita della santa immettendo così nell’icona pittorica la stessa  luce simbolica veicolata  dalla trascendenza della santa.  Si tratta allora  di considerare l’opera di Guadagnuolo come opera sacrale in quanto veicolo di una dimensione emanante capace di far  avvertire nello spettatore lo stesso fremito  spirituale appartenuto al contesto storico di  Santa Teresa d’Avila. A. P.

VII Evento Culturale a Castel Gandolfo in onore del Sommo Pontefice Sua Santità Papa Francesco

Santa Teresa D’Avila nel V centenario della nascita interpretata dal M° Francesco Guadagnuolo

“Santa Teresa D’Avila” è il titolo del VII Evento Culturale in onore del Sommo Pontefice Sua Santità Papa Francesco del M° Francesco Guadagnuolo che si svolgerà nei suggestivi spazi della Cripta della Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova di Castel Gandolfo sabato 13 settembre 2014 alle ore 17,30 alla presenza del Cardinale Angelo Comastri, in occasione dei 500 anni dell’anniversario dalla nascita della Santa.

Le opere su “Santa Teresa D’Avila” del Maestro Guadagnuolo raggruppano un ampio arco della vita della Santa, la conversione, la mistica, l’estasi. É stata appositamente voluta anche per ricordare l’opera, l’eredità, la dottrina e il pensiero della fondatrice dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. É da qui che si sviluppa il progetto-mostra che ha tipologia itinerante e che, dopo l’Evento a Castel Gandolfo, si sposterà a Roma, in Spagna ed in altre Nazioni. Si inserisce nei territori in cui visse la Santa con la sua immagine creata da Guadagnuolo nella nuova veste iconografica capace di dialogare con l’arte del nostro tempo.

La Mostra quindi, per il suo particolare carattere, si presenta come un evento mondiale, con diversi codici di lettura, che permette di osservare Santa Teresa D’Avila attraverso l’espressione artistica del Maestro Guadagnuolo che porta avanti da molti anni la sua esperienza di ricerca all’interno dell’arte sacra contemporanea e al suo richiamo storico.

Arte e fede si fondono nell’opera di Guadagnuolo verso una sublime poliedrica estetica che caratterizza l’ingegno artistico. La mostra internazionale di Guadagnuolo avrà modo di far conoscere e vivere l’esperienza di questa grande mistica nel V centenario della nascita e avvicinare credenti e non credenti alla figura di Santa Teresa di Gesù.

L’Evento a Castel Gandolfo, è organizzato dall’Associazione dei Nuovi Castelli Romani in collaborazione con la Chiesa Pontificia San Tommaso da Villanova e con il Patrocinio dei Comuni dei Castelli Romani, degli Enti Sovracomunali e della Presidenza della Giunta della Regione Lazio, si presenta di particolare interesse, per la sua tipologia divulgativa e culturale, poiché consente di leggere in modo attuale Santa Teresa D’Avila. Segue il testo critico di Franco Campegiani:

 

Santa Teresa d’Avila nel realismo pittorico di Francesco Guadagnuolo

Questi dipinti di Francesco Guadagnuolo dedicati a Santa Teresa d’Avila parlano il linguaggio inconfondibile dell’ascesi e della trascendenza, ma portano anche il segno della sofferente condizione umana. Una simbiosi (umano/divina, divino/umana) che direi costante nella drammaturgia cristiana di ogni tempo e paese, sorta negli echi del Golgota, sulla scia dell’urlo di Cristo sulla Croce. Queste tavole pongono in luce le tensioni spirituali di una scrittrice e mistica spagnola del Cinquecento, nel periodo della Riforma Cattolica, più o meno contestuale alla Controriforma e alla Riforma luterana. Le vicende contrastate di quelle fasi storiche non lasciano tracce dirette nelle suggestive immagini del noto pittore siciliano, ma sono implicitamente presenti nei risvolti angosciosi del mistico ardore della Santa, di quel suo interiore travaglio che raccoglie le lacerazioni del tempo, facendone germogliare semi di prodigiosa vita spirituale.

E sta qui, in questa passione sacrificale, che in fondo evoca l’epopea del Calvario, il realismo sconcertante di ogni autentica ascesi cristiana. Qui che si radicano le più felici intuizioni artistiche cristiane d’ogni luogo e tempo; qui che s’annida lo stesso verismo pittorico di Francesco Guadagnuolo. Si pensi, per fare un esempio, al realismo vivo e sanguigno della Commedia dantesca, non a caso definita divina. E poi si pensi al misticismo crudo e corposo di Jacopone da Todi, alla sua spiritualità tormentosa e ruvida, addirittura brutale. Nel misticismo cristiano non troviamo quella rarefazione e negazione del mondo che possiamo trovare in altre forme di ascesi, come ad esempio in quelle del buddismo nirvanico (e dico questo sospendendo ogni giudizio, per il rispetto dovuto alla grande e vetusta tradizione orientale). Il Cristianesimo non predica l’abbandono del mondo, bensì il superamento di esso, vivendolo: il suo attraversamento e non la sua mortificazione (senza cedere – è ovvio – alle lusinghe e alle illusioni che il mondo propina).

Nella cultura contemporanea è il filosofo danese Soren kierkegaard a sostenere che la diretta e angosciosa sperimentazione dei limiti, fino al limite estremo della morte, è il viatico per accedere ai territori altrimenti inaccessibili dello spirito divino. Occorre che la carne si sfaldi e dolorosamente torni nella polvere, nel terriccio informe, perché si possa sperimentare la pienezza e la gloria della vita spirituale. Ed è questo l’esistenzialismo in cui si radica la poetica di Francesco Guadagnuolo. Alcuni critici (Antonio Gasbarrini in particolare), esaminando la sua poetica, hanno adottato il termine Transrealismo, con allusione ad una visionarietà non evasiva ed onirica, ma di taglio radiografico sulla complessità e frammentarietà del vivente. L’artista siciliano confluisce infatti con timbri e peculiarità singolarissime nelle atmosfere del realismo contemporaneo, partecipando alla crisi e all’angoscia dei nostri tempi senza naufragare nel Nulla, ma lasciandosi attraversare da una interna corrente salvifica, arcana.

Così la sua opera si innesta in maniera originalissima negli sviluppi del cosiddetto Novorealismo europeo, lasciandosi contaminare dalle atmosfere postmoderne, megalopolitane, ma caricandole, per contrasto, di potenti tensioni spirituali. Il tutto con tratteggi freschi ed immediati, con cromatismi esultanti e festosi, seppure dolorosamente immersi nelle angosce e nei drammi quotidiani. Sta qui l’impulso artistico dell’artista nisseno, in questo neoumanesimo spirituale e dolente, in questa sorta di sublimazione dell’angoscia e della pena esistenziale che lo porta a riscoprire la dimensione religiosa del sacro. Nel nuovo ed attuale ciclo pittorico (venti tavole dedicate alla Santa d’Avila), egli ci parla diffusamente, attraverso pennellate felici ed ispirate, della rigenerazione catartica operata dal dolore. Il volto della santa è ritratto in varie espressioni tese verso l’alto, tutte contratte nello spasimo di un intenso travaglio spirituale, ma avvolte nello stesso tempo da un sentimento di carezzevole pietas e di amore universale.

C’è la comprensione per l’uomo che coltiva vanità, di cui forse non può fare a meno, ma delle quali è chiamato a liberarsi attraverso un tormentoso e ardito cammino interiore. Da qui quel sentimento compassionevole che sembra sprigionarsi dai volti della santa per la comune e precaria condizione umana. Non ci sono toni di condanna, non si alzano indici accusatori. Questi volti, nell’elevarsi verso l’Alto, sono e restano totalmente coinvolti nell’umano. La figura della santa è avvolta in una corrente di ardore mistico che non si separa dalla vita, ma che avvolge fraternamente tutto il reale. Io, di certo, non sono in grado di stabilire se sia stato effettivamente questo il sentire di Santa Teresa d’Avila. Con tutta probabilità è così, ma confesso che un tale discorso esula dalle mie competenze. Posso dire soltanto, con discreta e ragionevole certezza, che è questo il sentire del pittore Francesco Guadagnuolo nel ritrarre in tante pose diverse il volto di un personaggio così fervoroso e importante per la storia della Chiesa.

In altri cicli pittorici, l’artista si è interessato di problematiche sociali e ciò la dice lunga sul suo legame con le correnti realistiche dell’arte contemporanea, sia pure da un’angolazione profondamente spirituale. L’impianto dei quadri non è mitologico – come forse potrebbe sembrare – se per mitologia s’intende un mondo di favole avulse dal mondo reale. Il racconto di Guadagnuolo, al contrario, risulta totalmente immerso nella realtà, con il dovuto chiarimento che negli orizzonti del reale qui fa la sua apparizione il divino. Questo simbolismo non è evasivo o fantastico, né vuole essere una fuga nel passato. Le figurazioni hanno, si, il sapore dell’antico, ma appartengono al mondo odierno, molto più che all’antico. Rappresentano le inquietudini del nostro tempo, degli uomini e delle donne di oggi, invitandoli a guardare verso l’Alto, verso le leggi dell’amore e dell’armonia universale. Se così non fosse, le storie sacre non potrebbero dire più nulla a noi uomini del ventunesimo secolo, e questo un pittore come Guadagnuolo lo sa.

 

Franco Campegiani

 

 

Il Festival di Narni- 18/ 21 settembre- Proposte e approfondimenti al femminile-

di Maria Stella Rossi

Alla sua settima edizione il Festival internazionale di Narni -letteratura- saggistica-filosofia- arte al femminile continua a tracciare, seguendo alchimie e espressività molteplici di donne, un suo specifico iter che coinvolge una rete di prestigiose istituzioni e soprattutto una folta e motivata partecipazione di donne impegnate in più campi del sapere.

Le scritture femminili e i Viaggi è il tema conduttore del Festival, in questa sua proposta programmatica del 2014, intorno alla quale si intrecciano discorsi da più punti di vista, da quello  letterario a quello filosofico, al sociale, all’artistico mettendo al centro degli interessi anche i temi teatrali e dell’editoria.

L’Ideazione e l’organizzazione di Esther Basile, intellettuale a tutto campo e studiosa di linguaggi filosofici e poetici, vede la collaborazione prestigiosa dell’Istituto italiano per gli studi filosofici, dell’Associazione Eleonora Pimentel, dei Comuni di Narni e di Sangemini, l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati.

Di spicco le partecipazioni tra le quali  Elio Pecora, Anna Maria Ackermann, Barbara Alberti, Marosia Castaldi, Sandra Petrignani, Milena Vukotic, Wanda Marasco, Matilde Tortora, interessante tutto il cartellone, fitto di proposte, di punti di riflessione e  preziosa occasione di incontri vissuti sul filo della comunicazione e dell’approfondimento. Il Museo Eroli e la Chiesa di San Domenico in Narni sono lo scenario consono e ospitale del Festival come pure la Chiesa di Santa Maria Maddalena in Sangemini e il giardino Casco in Stiffone, luoghi di particolare specificità paesaggistica e naturale. Riprese video e foto affidate a Rosy Rubulotta che coglie e storicizza la particolare atmosfera interpretativa ed espressiva che  avvolge i partecipanti e gli spazi del Festival.