ottobre 2008


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Gianmarco Montesano, Grazie dei fiori, 2007.

Olio su tela, 160 x 140 cm.

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LICENZIATA LA DIRETTRICE DI MUSEION CORINNE DISERENS

 

Revocato l’incarico di Direttrice del Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano a Corinne Diserens. Il giorno dopo le elezioni per il rinnovo del governo della Provincia dell’Alto Adige, il consiglio del museo l’ha licenziata con effetto immediato. Le ragioni: le più accreditate paiono essere riconducibili a scelte sbagliate a livello di management, prese senza l’autorizzazione degli organi collegiali e senza le necessarie coperture finanziarie; in proposito si vocifera di un buco di 500 mila euro.
Ma per alcuni la decisione è stata presa in seguito alle polemiche che si erano alzate, lo scorso agosto, in occasione dell’esposizione della “rana crocifissa” di Martin Kippenberger. Il Consiglio di Fondazione di Museion tiene comunque a sottolineare che il dibattito sull’opera Zuerst die Fuesse di Kippenberger e i risultati delle elezioni provinciali del 26 ottobre non hanno influenzato in alcun modo il licenziamento. Corinne Diserens – nata a Ginevra, studi alla Sorbonne e in passato direttrice del Musee des beaux-arts di Nantes e dei Musei di Marsiglia, un pool di tredici musei della città – aveva assunto la carica di Direttrice di Museion nel marzo del 2007. La carica di direttore, ha annunciato sempre il Consiglio di Fondazione, sarà ricoperta il più presto possibile.

 

 

 

PITTURA LINGUA MORTA O TERRORISMO CULTURALE?

 

Sempre più spesso, negli ultimi anni, agli alti e altissimi livelli (musei cult, grandi rassegne internazionali come Manifesta, documenta, Biennali principali ecc.), vediamo il GENERE PITTURA emarginato o ghettizzato. A parlare di pittura con i più importanti curatori (Obrist, Okwui Enwezor, Bonami, Gioni, Biesenbach, Bourriaud, Hoffmann ecc.), si corre il rischio di apparire anacronistici. Eppure, tra le pieghe del mercato alto o basso, la pittura ancora persiste e in alcuni casi impazza, batte i suoi propri record per stabilirne sempre di nuovi. Che si tratti solo di collezionismo grossolano e poco colto, oppure anche i grandi collezionisti di tendenza si circondano di pittura? 

La pittura vive e feconda solo tra collezionisti bauscia e artisti di livello medio basso? Non dimentichiamo, infatti, la frase attribuita a Duchamp che spesso ritorna: Stupido come un pittore. Forse veramente possiamo parlare di PITTURA COME LINGUA MORTA? 

Si tratta di terrorismo culturale da parte di alcuni curatori snob oppure di una obsolescenza storica di una disciplina che ormai mostra le rughe? Flash Art ha interpellato alcuni critici, curatori e artisti.

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Jonas Mekas  and

Looking for mushrooms
Beat Poets, Hippies, Funk and Minimal Art:
Art and Counterculture in San Francisco 1955 – 1968

Friday, 7 November, 11 a.m.

Jonas Mekas will be present.

Jonas Mekas
Museum Ludwig will be presenting the first solo exhibition in Germany by the film maker, poet and film critic Jonas Mekas (*1922 in Lithuania). After an odyssey lasting almost five years as a forced labourer in Germany, and as a displaced person after the war, Jonas Mekas arrived in 1949 in New York. Here he dedicated himself in a whole host of ways to film, not least as an event manager who opened up an increasing number of possibilities for screening the Ne w American Cinema – before the Anthology Film Archive, which he co-founded, could at last provide a home for the avant-garde film – from Sergei Eisenstein to Carl Theodor Dreyer – as well as for the underground film and other currents from 1970 on.

The main emphasis of the exhibition will be on Joan Mekas’s artistic and cinematic output, which will be shown in a dedicated film programme and a number of installations in the various exhibition spaces.

The exhibition, which has been curated together with Jonas Mekas, has received the kind support of the Roswitha Haftmann Stiftung as well as the Maya Stendhal Gallery, New York. It has been made possible by the Kulturstiftung des Bundes.

Looking for mushrooms
Beat Poets, Hippies, Funk and Minimal Art:
Art and Counterculture in San Francisco 1955 – 1968

Forty years on from 1968, the year that spelt radical change for society, it is ti me to turn our minds back to the art scene in a city that was regarded in the 1960s and 1970s as the Mecca of experimental culture and lifestyles (beat poets, hippie movement, counterculture).

Not New York, but “at the end of the world” – the area around San Francisco on the West coast of the USA – saw the taboos of a work-oriented post-war modernism being broken in a way that opened up an intense exchange between all of the arts. Looking for Mushrooms is the name of a film made in 1959-1967 by Bruce Connor, which has been taken for the exhibition title. Here tiny film particles melt together to form a virtuoso abstract play of light and colour. The title not only awakens associations with “magic mushrooms” and sixties drug culture. Bruce Connor is a person who draws together all the threads linking art, film, dance, beat and pop culture. This is not typical of him alone, but for the whole of the fifties and sixties in San Francisco and the Bay Area. The boundari es between the arts were broken down, leading not only to a politicised counterculture, but also the mingling of theatre, dance, the visual arts, literature and film.

For this reason the exhibition – which will feature a synchronous crosssection of some 200 works and documents that highlight the interweaving of the arts and artists and bring them to life – is planned to be accompanied be a densely-packed film programme and a richly documented reference book. The exhibition is curated by Barbara Engelbach (Museum Ludwig) together with Friederike Wappler (University of Bochum) and Hans Winkler (freelance artist and curator).

The exhibition is backed by the Kunststiftung NRW.

Reply

Museum Ludwig
Press and Publicity
Anne Buchholtz
Telefon: 0221/221 2 34 91
buchholtz@museum-ludwig.de

Fax: 0221/221 24114

Press Conference

Jonas Mekas
and
Looking for Mushrooms

Friday, 7 November, 11 a.m.

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fondazione Tito Balestra Onlus


GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2008 ORE 21
Castello Malatestiano di Longiano (FC)

Marco Sangiorgi
Presenta

Gian Ruggero Manzoni
L’ombra della parola
Mostra incontro con l’autore

Giovedì 30 ottobre 2008, alle ore 21, presso la ex chiesa Madonna di Loreto del Castello Malatestiano di Longiano, lo scrittore e pittore Gian Ruggero Manzoni, colloquiando con il critico letterario Marco Sangiorgi, parlerà del suo impegno nel mondo dell’arte e della letteratura come artista di coraggio che da sempre sfida il lato oscuro della creatività e dell’esistenza per ricercare in quell’ombra una possibilità di riscatto. L’appuntamento si inserisce fra gli incontri all’interno della rassegna di arte, letteratura, poesia e musica Sagge sono le Muse -  intermezzo 2008  a cura di Flaminio Balestra e Massimo Balestra. Sostengono il progetto i soci onorari della fondazione (Ceisa Costruzioni, Gruppo IVAS, La Gommaria, Isoltema, Ren,Technogym).
Nella mostra, che avrà la durata di una sola sera, saranno esposte alcune opere pittoriche realizzate per l’occasione.
Fra le altre sue opere letterarie sarà dato particolare risalto al suo ultimo lavoro, L’albero di Maehwa, Il Filo edizioni, Roma, 2008. “Un romanzo intenso in cui una Rimini invernale, ormai preda di bande criminali e lupi giunti dai quattro angoli del pianeta, si ammanta di tragedia. Una provincia ipocrita e omertosa diviene affresco graffiante di un’Italia di inizio millennio in cui un nobile decaduto, un allenatore di boxe, cinque giovani boxeur ‘migranti’, una affascinante ragazza algerina e due mafiosi russi di particolare e fine erudizione s’incontrano e si scontrano alla ricerca disperata di un’identità e di un valore”.

 

Biografia
Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo, in Romagna, ove tuttora risiede. Poeta, narratore, pittore, dalla vita oltremodo avventurosa, ha al suo attivo numerose pubblicazioni fra le quali ricordiamo: Pesta Duro e Vai Trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile (Feltrinelli, 1980), Il dolore (Scheiwiller, 1991), Caneserpente (Il Saggiatore, 1993), Peso Vero Sclero (Il Saggiatore, 1997), Il morbo (Diabasis, 2002), Gli addii (Moretti e Vitali, 2003), Oltre il tempo (Diabasis, 2004), La banda della Croce (Diabasis, 2005), Scritture scelte – volume I e II (Edizioni del Bradipo, 2006). Per anni ha diretto la rivista di letteratura e arte “Origini”. Con Gianni Celati e Ermanno Cavazzoni ha collaborato alla realizzazione dell’almanacco di prose Il semplice (Feltrinelli). Sue opere sono state tradotte in Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia, Spagna, Irlanda, Argentina, Uruguay.

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Il 7 novembre prossimo, nell’ambito del cartellone teatrale 2008/09 del Teatro Savoia di Campobasso, andrà in scena lo spettacolo “IL SONNO DI MACBETH”.
Il testo (dal Macbeth di W. Shakespeare) è stato riscritto per l’occasione dal poeta, pittore e teorico d’Arte ravennate Gian Ruggero Manzoni, e sarà da me diretto.
I movimenti di scena, sono affidati alla coreografa romana Giovanna Summo.

 
 

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Alan Gattamorta

mailto:alangattamorta@libero.it

http://www.alangattamorta.it/


Dal 26 Ottobre al 22 Febbraio 2009, sul sito antologico – www.alangattamorta.it – il pittore Alan Gattamorta presenterà una rassegna di 24 mosaici in carta titolata Musicali.

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L’esperienza del battesimo dello Spirito Santo


“Chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente?… Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”
(Luca 11:11,13).

Due sorelle frequentavano i culti alla Farwell Hall, e si sedevano sempre davanti. Moody aveva notato il loro comportamento devoto, ed era sempre lieto di conversare con loro. Una volta gli dissero che stavano pregando per lui affinché ricevesse la potenza per il servizio conferita dal Battesimo nello Spirito Santo. Sulle prime egli non comprese molto bene, anzi pensava di possedere già la potenza dello Spirito Santo: era convertito da anni, aveva portato tante anime al Signore, consacrato tutte le proprie energie all’opera di evangelizzazione. La sfera delle sue attività era molto aumentata, il numero dei suoi impegni per opere missionarie e campagne evangelistiche aumentava di continuo: aveva raccolto somme di denaro per la costruzione di edifici cristiani, aveva fondato la più grande Scuola Domenicale ad ovest di New York, aveva riunito grandi uditori. Era felice e libero nel suo lavoro, non lo era mai stato tanto. Pensava di avere già quel battesimo; di cos’altro poteva avere bisogno? Queste due sorelle continuarono a pregare per lui. Moody era un insegnante sempre desideroso di apprendere di più, continuamente alla ricerca dei doni spirituali biblici, specialmente se lo avessero reso più utile nell’opera del Signore; così pensava sempre alle parole delle due donne.

Si trovava in chiesa l’ultima domenica prima del grande incendio che distrusse la città, aveva predicato per alcune settimane una serie di sermoni sulla vita di Cristo, alla fine di quel culto annunciò che avrebbe dato una settimana di tempo affinché la gente potesse decidere cosa fare di Gesù. La domenica successiva avrebbe aspettato tutti coloro che avessero preso una seria decisione per il Signore. Ma nel frattempo si verificò l’incendio e non incontrò mai più molti dei suoi ascoltatori. Pensando a questo, Moody si tormentava; decise che avrebbe sempre fatto appelli per una scelta immediata, istantanea, di accettare Cristo. Raccontava spesso e con cuore affranto la storia della “scelta della domenica prossima” nella sua chiesa di Chicago, che nel frattempo era stata ridotta in cenere. Fu proprio in questo contesto di cose che comprese ed accettò la verità che quelle care sorelle si affannavano a mostrargli. Si risvegliò nel suo cuore un anelito per lo Spirito Santo che non riusciva ad esprimere. Questo santo desiderio lo seguiva ovunque; supplicava Dio continuamente di donargli la potenza che Egli solo poteva concedergli. Settimana dopo settimana Moody continuava ad impegnarsi impeccabilmente nell’opera di Dio, ma con l’anelito nel cuore per la potenza del Battesimo nello Spirito Santo, un ardente desiderio che superava qualsiasi altra cosa.
Il giorno felice arrivò. La potenza dello Spirito Santo lo raggiunse. Era in una chiesa a New York per raccogliere dei fondi, “ma il mio cuore”, racconta, “continuava a gridare al Signore affinché mi riempisse con il Suo Spirito. Che gran giorno, non posso descriverlo, ne parlo raramente; si tratta quasi di un’esperienza troppo sacra per essere espressa. L’apostolo Paolo ebbe un’esperienza della quale non parlò per quattordici anni. Io posso soltanto affermare che Dio si rivelò a me, e che sperimentai il Suo amore in modo tale che dovetti chiederGli di fermare la Sua mano. Andai a predicare. I sermoni non furono diversi, non presentavo nuove verità, tuttavia centinaia si persone si convertivano. Non tornerei indietro prima di questa benedetta esperienza per tutto l’oro del mondo”.

Il dono dello Spirito Santo è promesso ai credenti per una maggiore utilità nel servizio cristiano e una più completa testimonianza dell’Evangelo, quale esperienza distinta e susseguente a quella della nuova nascita e all’unione con il Signore. Finney ne parlò molto, e anche i primi metodisti, John Wesley e John Fletcher. A questo proposito Fletcher disse: “Questa è una dottrina evangelica di importanza capitale oggi al pari di quella che fu, ai tempi della Riforma, la dottrina della giustificazione per fede”.
Moody comprese appieno cosa intendessero le sue care sorelle alla Farwell Hall quando pregavano affinché egli ricevesse la potenza per il servizio, quando lo Spirito Santo sarebbe scese su di lui. La “promessa del Padre” finalmente si adempì anche per lui, ed egli realizzò la pienezza. Da allora lavorò come chi riceve una nuova carica di forza, una rinnovata e fresca unzione, una potenza prima sconosciuta, uno spirito di sapienza e abilità nel conquistare anime superiore a qualsiasi cosa avesse prima posseduto. Le preghiere di quelle sante donne furono esaudite e l’evangelista divenne un uomo di Dio, appieno fornito per ogni opera buona.

Da allora in poi la dottrina dello Spirito Santo diventò un argomento importante nei suoi sermoni, sia nelle letture bibliche in circoli ristretti, sia nelle predicazioni ai grandi uditori. Egli sapeva dove risiedeva la sua forza, e si impegnava giorno e notte per dimostrare ai credenti che anche per loro la potenza era nella medesima fonte. “La promessa del Padre”, era spesso sulle sue labbra, sia nella preghiera che nell’insegnamento. “Aspetta la promessa fin quando Dio ti incontrerà in essa”, diceva sempre, “Egli torna sempre sulla strada delle Sue promesse”. “Puoi riempire la coppa di incenso e ricoprire l’altare di legno odoroso, ma servirà il fuoco per farne sprigionare la fragranza”. La deliziosa fragranza di un cammino santo fu emanata in ogni luogo nel quale si recò, per la gioia dei credenti che erano in grado di riconoscere le “cose dello Spirito di Dio”. Dwight L. Moody

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