giugno 2014


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COMUNICATO STAMPA

Cerimonia di Premiazione

Premio Castello di Prata Sannita

L’Iguana-Omaggio ad Anna Maria Ortese-

Prima Edizione 2014

Con inizio alle ore undici del prossimo 29 giugno, nel Castello di Prata Sannita si svolgerà la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale L’Iguana- Omaggio ad Anna Maria Ortese.

Da un’ideazione di Esther Basile, Maria Stella Rossi e Lucia Daga, con un’ampia e valida rete di collaborazioni nazionali, il Premio sostiene e promuove la necessità di “ vincere la disattenzione crescente per la riflessione del profondo e contrastare l’agguato della nuova barbarie che mercifica la Parola”, così come si legge nella presentazione del Bando.

Sei le sezioni, narrativa, poesia edita, poesia inedita, video/corti, fotografia, composizione musicale, numerose e di spicco le partecipazioni al Concorso che si avvale dell’Egida del Parlamento Europeo, dell’Alto Patronato  del Presidente della Repubblica, del Patrocinio della Camera dei Deputati e si pone tra le iniziative dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici presieduto da Gerardo Marotta e dell’Associazione Eleonora Pimentel.

Il Castello di Prata, Dimora storica che nel corso dei secoli ha ospitato poeti come Berardino Rota ( XVI sec.) e ha promosso la cultura dei saperi, è lo scenario consono alla celebrazione dei vincitori e segnalati e all’evento che si avvale di partecipazioni straordinarie come quella del poeta Elio Pecora, della performance di attori quali Edoardo Siravo, Lucia Stefanelli Cervelli, Arnolfo Petri, Annalisa Renzulli, Maurizio

Santilli e della prestigiosa presenza di  Anna Maria Ackermann. Tra i musicisti presenti, il maestro Nicola Rando al sax e Anna Grazia Nicolai alla chitarra.  Numerosi e significativi i patrocini ricevuti fra questi vanno menzionati la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Teatro San Carlo, l’Archivio di Stato di Napoli, la sezione UNESCO di Caserta, la Presidenza della Regione Molise, la Società Dante Alighieri  e il Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze, il Comune di Prata Sannita che tramite il sindaco Domenico Scuncio e la fattiva collaborazione dell’assessore alla cultura Tonino Maddalena hanno contribuito impegnandosi  nell’organizzazione affidata alla Basile, alla Rossi e a Lucia Daga, proprietaria del castello, studiosa di storia antica e  dama di forte senso dell’ospitalità che accoglierà nella sua Dimora i numerosi letterati, ospiti, giornalisti, artisti interessati al Premio. Sul manifesto, sugli inviti e sulla pergamena si impone il disegno ideato e realizzato dall’artista Simone Zaccarella che ha interpretato in maniera personale l’atmosfera e l’architettura magnifica del Castello di Prata. Valido e proficuo il lavoro delle giurie, formate da esperti di livello nazionale e internazionale. A coronamento della Cerimonia si propone un prosieguo presso l’Antico Mulino ( XVIII sec.), sulle rive del Lete, nel quale verranno proiettati, dalle sedici e trenta alle ventidue, i video e corti arrivati al Concorso e dove con la partecipazione speciale dei registi Carlo Damasco e Riccardo De Luca, si promuove una tavola rotonda aperta alla discussione sui linguaggi visivi e teatrali come cita il manifesto.

Hanno dato il loro contributo, condividendo il valore dell’idea portante del Premio, la Regione Molise, Ufficio Controllo Strategico e Riforme Istituzionali di Isernia, la Fondazione Neuromed- Pozzilli- Is, Tedeschi Costruzioni- Is, Comune di Prata Sannita (Ce), Caseificio Di Nucci Agnone- Is, Dolceamaro- Confetti Papa- Monteroduni- Is, Vini Alessandra Di Tommaso e Carlo Zucchetti, Montefiascone- Viterbo.

Tra i giornalisti già accreditati Carmela MaiettaIl Mattino- Napoli; Tiziana Bartolini- Rivista Noi Donne- Roma; Mara Corfini- Firenze- Rivista Il Ponte Italo-Americano; Giuseppe Carriera- Telemolise- Campobasso; Elio Scarciglia- Lecce; Michele d’Alessio-TLT- Isernia; Rivista D’Abruzzo- Edizioni Menabò; Pietro Tonti-Direttore TVI; Giulio Rocco- Direttore Quotidiano del Molise; Antonio Picariello-Direttore web magazine criticart; Francesca Pacini, –La Stanza di Virginia- Roma.

La documentazione video è affidata a Maria Rosaria Rubulotta.

Il paesaggio particolarmente rigoglioso del Parco Nazionale del Matese, tra Campania e Molise, che dalla panoramica rampa di accesso a Castello e dalle torri, si pone con tutta la sua bellezza, fa da sfondo alla creatività, al fermento culturale e agli interpreti stessi del Premio che vuol diventare anche punto di incontro di saperi e proposte contemporanee.

 

http://www.consultavolontariato.org/2014/02/una-sera-con-tonina-immagini-suoni-parole-e/

 

 

Prigione Morente

Prigione Ribelle

Prigione Atlante

Prigione Giovane

Prigione Barbuto

Prigione che si ridesta

Particolare La Vittoria

San Matteo

Part. San Matteo

Crocifisso

Particolare Crocifisso

 

La silenziosa continuità storica nel Transrealismo di Francesco Guadagnuolo contro il Revival Degenerativo.

Richard Rorty  parla favorevolmente di un’idea riferendosi alla filosofia che potrebbe cambiare le nostre vite  che potrebbe e dovrebbe oltrepassare il compito di vetrina delle convenzioni e operare nel simbolo del rinnovamento. Quale sia questo simbolo poi, lo si può ricercare, riconoscere solo se si crede con fede nella  forza rivelatrice del segno vitalizzante che l’artista vero ha capacità di attraversare e attraversandolo se ne porta in parte una traccia cui noi tutti riconosciamo per istinto di valore e ne facciamo un referente cui temporalmente affidiamo le nostre identità di bandiera. Come ho già scritto in altri testi in fin dei conti attraverso le rivelazioni segniche dell’artista noi riusciamo a prendere  coscienza della sintesi  non solo sociale ma soprattutto vitale che il nostro contesto storico ci propone. Francesco Guadagnuolo attraversa l’opera rivelatrice, escatologica, dei Prigioni michelangioleschi e li trasforma dal tridimensionale scultoreo nel prospettico immaginativo della pittura, ma lo fa con una umiltà devozionale che rivela il senso della preghiera o del mantra quando immette “nel cuore diacronico del pensiero “labirintizzato” della contemporaneità […] le funzioni primordiali delle branchie dell’arte; l’ archetypo-anatomico della pittura che in “transrealismo” continuo attiva la circolazione del senso riportando l’origine – metafisica e neoplatonica delle scultura intuitiva  di Michelangelo – alle sistole e alle diastole della contemporaneità.  Con queste opere Guadagnuolo rimette al battito (e al dibattito)  cardiaco, l’autonomia che  si deve al linguaggio silenzioso e segreto  della ricerca artistica.  Sento, nel senso di avvertire, avvertenza  epidermica dell’osservatore,  Guadagnuolo, con queste opere,  ci  propone di   entrare nelle viscere dello statuto semiotico della  traccia intesa pura espressione della volontà artistica, in questo caso con i Prigioni di Michelangelo, pura espressione molto coraggiosa e avanguardistica cui solo un artista di potenza sperimentata e strutturata come Francesco Guadagnuolo può tentare. Relaziono però la conoscenza acquisita all’  organizzazione di contenuto che Guadagnuolo ricava dalla continuità della ricerca del proprio linguaggio artistico lavorato dai luoghi planetari dove negli anni ha operato, i cinque continenti, e  i modelli espressivi che nel tempo operativo dell’artista arrivano a toccare l’opera più significativa di tutti i tempi sintetizzata nel non concluso dei Prigioni di Michelangelo.  Consideriamo la qualità, convenzionata magicamente tra gli addetti ai lavori,  come una forma da  applicare  alla geografia dell’arte intesa come “respirazione naturale” dei fatti storici, artistici e culturali strettamente connessi, per “dipendenza biologica”, ai fattori ambientali e ai relativi condizionamenti sul pensiero estetico e sul comportamento sociale.  Ci si accorge così, davanti a queste opere di Francesco Guadagnuolo che  il senso cucitore dei processi storici sono stati  estratti  più che da una relazione diacronica della storia da una sorta di geografia sincronica dell’arte che unisce concettualmente il prima e l’adesso condensandoli in processi scientifici, quasi formule metalinguistiche che agiscono nel  ventre dell’antropogeografia “ sorta, in premessa al ‘900, attraverso il  pensiero tedesco di Friedrich Ratzel (Kunstgeographie) e di Hugo Henniger, a loro volta ripresi  con successo intellettuale e in chiave psicologistica da Wundt  e poi, in chiave storico-artistica da Schmarsonw all’inizio del XX sec. (guarda caso si tratta proprio del 1907), il relativismo storico”. Sotto questo punto di vista ci si accorge che Guadagnuolo ha lavorato oltre il segno il senso della qualità intesa  come entità delle forme percettive e dello  stile per dare corpo, transitando dalle sculture in cui il corpo è stato lasciato aperto, al durante, all’infinito divenire, e raggiungere una sicurezza visiva allo stesso modo di Michelangelo lascia aperta la visione induttiva al  vestito della ricerca  contemporanea. ricerca di una sorta di identità pionieristica del pensiero artistico da mettere al servizio delle riflessioni di un prossimo futuro generazionale. L’ opera di Francesco Guadagnuolo apre al senso dell’allarme pronunciato   dai  prodromi pianificatori di una qualità dell’arte che ha compito di congiungere nel gesto pittorico la storia e la filosofia per rendere sociologico il senso di condivisione della bellezza che viaggia, transita e traccia, con una sostanza appunto – Transrealista -, di cui Guadagnuolo è Padre concettuale e espressivo, lo spirito del segno e il simbolo archetipo della forza pittorica e scultorea uniti nel nuovo linguaggio che lascia aperto e inconcluso il codice biologico della nuova umanità intrisa di virtualismo selvaggio e che con i Prigioni  Guadagnuolo riconduce al  cuore umanitario e salubre dell’arte. Una preghiera pittorica che ci aiuta a vivere. Un linguaggio dell’arte silenziosa nella continuità storica del Transrealismo di Francesco Guadagnuolo eroico guerriero attivato in opposizione al Revival  Degenerativo del nostro tempo.

Antonio Picariello

 

Depliant_VITRIOLVM_inside

 

L’Arcidiocesi di Rio de Janeiro ha chiesto 15-21 milioni di reais (5-7 milioni di euro) alla Rai a causa dello spot per i Mondiali, nel quale il Cristo Redentore che domina la città è stato vestito (elettronicamente) con una maglietta azzurra numero 10

Spot ritirato

La notifica della richiesta di indennizzo è partita dall’avvocato Rodrigo Grazioli di San Paolo, incaricato dall’Arcidiocesi di Rio, ed è stata notificata alla Rai dall’avvocato Alessandro Maria Tirelli che spiega di aver contattato i dirigenti della tv di Stato italiana sabato, e che lo spot di 30 secondi è stato ritirato.

 

 

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Lettore_91040249 giugno 2014 | 11:26

Estetica, si. di altro genere, no. Sono entrambi delle icone pubbliche. Sia chiaro che parlo del monumento coinvolto nella querelle, non di cosiderazioni escatologiche.

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Risposta a: Lettore_1794607 Vedi la discussione >

Lettore_17946079 giugno 2014 | 10:19

C’è una bella differenza tra la Gioconda e il Redentor!

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Risposta a: Lettore_9104024 Vedi la discussione >

Lettore_17946079 giugno 2014 | 10:13

In Italia, secondo il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, lo spot sarebbe stato condannato. Così è e la RAI che paghi.

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Risposta a: Lettore_9104024 Vedi la discussione >

Lettore_17946079 giugno 2014 | 10:10

Vorrei sapere chi è in RAI il genio che ha approvato questo spot e l’agenzia che l’ha ideato. Per chi lavora in pubblicità è scontato che sarebbe stato incriminato ed è giusto che la RAI paghi

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Lettore_91040249 giugno 2014 | 10:08

Si capisce chiaramente dallo spot che il riferimento NON era religioso, ma a quella statua in quanto simbolo della città di Rio, e più in generale del Brasile. Anche lei è abbastanza talebano da pensare sia giusto che venga emanata una fatwa per “lesa immagine sacra”, come fecero gli ayatollah per i fumetti su Maometto? Guardi che il cristianesimo, per fortuna, ha avuto il suo bagno di laicismo grazie all’Illuminismo. Ha smesso di perseguitare gli “infedeli” solo quando gli è stato fisicamente impedito, altrimenti avrebbe continuato fino all’eternità, questo si, ma ormai HA SMESSO. Viviamo in una società in larga misura laica. Se ne faccia una ragione…

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Risposta a: nillson6 Vedi la discussione >

Lettore_93837629 giugno 2014 | 10:08

c’è una bella differenza tra i 2 monumenti. I gladiatori davanti al Colosseo non ci dovrebbero essere, ma ce li trovi perché SONO LORO che si piazzano lì. La maglia sul Cristo Redentore, l’ABBIAMO MESSA NOI. E magari ci siamo sentiti intelligenti per la bella trovata.

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Robyx1009 giugno 2014 | 10:04

Spot stupidissimo e irriverente!

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Lettore_93837629 giugno 2014 | 10:01

Quando l’ho visto per la prima volta, ho pensato che Fantozzi avrebbe detto: “E’ UNA BOIATA PAZZESCA”

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Lettore_91040249 giugno 2014 | 9:59

A me sembra che la RAI abbia pienamente ragione, e che vincerà e si andrà davvero in tribunale (in questo caso, mi “intrigano” le technicalities: qual è il foro competente?). Si tratta di un monumento pubblico, che NON appartiene ala curia di Rio. Semmai potrebbe lamentarsi il comune… E comunque, un monumento “pubblico” ha una immagine “pubblica”, aperta a tutti. Le risulta che il Louvre abbia chiesto i danni quando qualcuno ha mostrato la Gioconda coi ricci e sotto scritto “Liscia, gassata o…” ?

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Risposta a: giuseppedaroma Vedi la discussione >

francescus20109 giugno 2014 | 9:52

la chiesa fa due fatiche…si arrabbia e poi si tranquillizza…e basta con questa ingerenza in ogni aspetto della vita

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giuseppedaroma9 giugno 2014 | 9:46

Beh, alla RAI hanno preso una “cantonata” e dovrebbero rimediare con tante scuse. Magari potrebbero fare un “obolo” di qualche decina di migliaia di euro alla Chiesa Brasiliana, evitando di andare in causa; credo sia evidente che la RAI ha torto ( ma come gli è venuto in mente? ).

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daysirnuwp9 giugno 2014 | 9:34

Gli italiani non portano rispettoper nessuno, per qualche ragione al mondo sconosciuta, si credono superiori. L’italia , segundo loro é il migliore posto al mondo ma appena mancano gli spaghetti, prendono la valigia e vanno via.

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nillson69 giugno 2014 | 9:34

Gesù Cristo non può essere un testimonial di un campionato di calcio. Si concentri su questo principio se vuole andare in fondo ai concetti. In Brasile, come in ogni parte del mondo, è un simbolo di ben altri valori ( a cui si può credere o meno ) ma che vanno in ogni caso rispettati.

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Risposta a: Lettore_2933186 Vedi la discussione >

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Dellamorte Dellamore9 giugno 2014 | 9:30

E’ la chiesa, è normale che non si scandalizzino per la povertà ma per queste idiozie, dato che la predicano ma non la mettono in pratica per se stessi.

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Risposta a: sabbath Vedi la discussione >

Lettore_6543269 giugno 2014 | 9:29

Invece di indignarsi per queste “cavolate”, perchè non si indignano per le situazioni di vita nelle favelas…..tanto i vescovi del posto di certo non hanno fame….vergognatevi!!!!

Lettore_6543269 giugno 2014 | 9:29

Invece di indignarsi per queste “cavolate”, perchè non si indignano per le situazioni di vita nelle favelas…..tanto i vescovi del posto di certo non hanno fame….vergognatevi!!!!

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sabbath9 giugno 2014 | 9:26

Ma non si vergognano questi preti a chiedere risarcimenti e a lasciare che, soprattutto in Brasile, la povertà dilaghi? Loro chiedono risarcimenti, ma quando sono le migliaia di persone abusate dal clero a chiedere un risarcimento, spariscono. Speriamo in un futuro senza più religioni

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PietroRivolta9 giugno 2014 | 9:19

Machissenefrega della diocesi di Rio.

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ma2teo2ti9 giugno 2014 | 8:43

Non sono un bigotto ne’ un credente ma lo spot era brutto, banale, scontato e di pessimo gusto… Anche la “controparte” chiedere un risarcimento, non bastava il ritiro o c’è qualche vescovo in brasile della corrente $ bertoniana?

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2

Kersey9 giugno 2014 | 8:35

Tipico spot italiota. Hanno fatto bene a chiedere un risarcimento. Forza Inghilterra, Italia fuori al primo turno!

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Risposta a: Lettore_8136626 Vedi la discussione >

Lettore_81366269 giugno 2014 | 8:23

Se vai a Roma di fronte al Colosseo vedrai che c’e’ gente senza arte ne parte vestita da gladiatore. Non sono neanche romani. E allora?

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Risposta a: Antitaliota Vedi la discussione >

Lettore_81366269 giugno 2014 | 8:20

Uno spot bellissimo. Peccato averlo ritirato.

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DoctorMR8 giugno 2014 | 23:34

Una risposta come questa testimonia l’indecenza della sinistra e dei suoi tifosi. Faccia lei.

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Risposta a: Lettore_2792282 Vedi la discussione >

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Papinianus8 giugno 2014 | 23:32

Lo sapevo che qualcuno si sarebbe lamentato (giustamente!)…Rai, accendi il cervello la prossima volta.

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nillson68 giugno 2014 | 23:28

Ritorni sul tema senza divagare, quelli erano i conquistadores

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SardoGermany8 giugno 2014 | 22:55

no Hanno solo piu dignita del.italiano medio-no che ci vuole molto

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1

Antitaliota8 giugno 2014 | 22:48

Hanno detto “sarebbe come se noi facessimo una pubblicità con il Colosseo e gente vestita da gladiatore”. Ecco: e non ce ne fregheremmo. Non sono molto intelligenti questi qua.

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SardoGermany8 giugno 2014 | 22:47

speriamo ancora per poco -i musulmani invece rimaranno per sempre

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Lettore_29331868 giugno 2014 | 22:46

No, la mia visione del mondo è che deve finire l’arroganza dei talebani (di ogni religione) che “si offendono” non solo per la critica, non solo per la satira (vedi gli islamici con le vignette su Maometto) ma pure per una “citazione” per nulla offensiva della religione, su quello che è un monumento-simbolo e non un luogo di culto. Detti talebani non sono per nulla “bravi cittadini”, anzi hanno una concezione della democrazia e della tolleranza a livello di Alto Medioevo. I suoi esempi sono poi altrettanto se non più assurdi di quello dell’Arcidiocesi, non mi sembra che nessuno abbia fatto pubblicità di intimo usando una cattedrale o di pannolini usando la Pietà di Michelangelo (che come ci azzecchi, lo sa solo la sua fantasia …) o simili. Comunque, qui in italia DA ANNI va in onda una pubblicità (leggera, di buon gusto e divertente) di una nota marca di caffè, ambientata nientemeno che in Paradiso, con tanto di San Pietro. Immagino che lei sarà da sempre in prima fila a protestare per questa DISSACRAZIONE! O no?

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Risposta a: nillson6 Vedi la discussione >

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Lettore_90669098 giugno 2014 | 22:46

Oh, non ne hai detta una giusta! La leggenda nera dell’Inquisizione è stata ripetutamente dimostrata essere un mega falso storico ideato durante l’Illuminismo per screditare la Chiesa (per tutti, Rino Cammilleri, Storia dell’Inquisizione, Tascabili economici Newton, 1997). Di fratelli Ebrei ne ha salvati più il Vaticano e la Chiesa Cattolica di chiunque altro, e chiedi agli ebrei stessi, o vai a vedere quanti Giusti tra le Nazioni religiosi cattolici ci sono! Ma mi sa che tu non sei nemmeno amico degli Ebrei…

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Risposta a: Lettore_5704685 Vedi la discussione >

Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:44

Si Lucio però

Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:43

Si aggiorni, il termine mulatto ora, nei paesi civili è considerato un insulto anche piuttosto razzista. Il termine che si usa adesso è birazziale.

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Risposta a: Lettore_2933186 Vedi la discussione >

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Valerio Ricciardi8 giugno 2014 | 22:42

Il cattivo gusto è indubitabile; la richiesta di risarcimento milionario è pari al cattivo gusto dello spot. Se il problema fosse stato religioso, si sarebbe coinvolto il Vaticano e il papa avrebbe stigmatizzato il fatto, non si fa una causa civile. Chiedere del denaro è altrettanto blasfemo, diventa una causa per violazione dei diritti di sfruttamento, è ridicolo. Se fossi il Redentore, scenderei da lì molto scocciato e me ne andrei per i fatti miei.

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Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:40

Beh, questo è proprio vero

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Risposta a: Fantasia0 Vedi la discussione >

‘ v:shapes=”_x0000_i1059″> Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:39

GRANDE!!!!!!

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Risposta a: bataguassu Vedi la discussione >

class=lazy v:shapes=”_x0000_i1060″>Lettore_27922828 giugno 2014 | 22:38

@DoctorMR8 La sx sarà stata indecente ma c’e’ chi ha fatto peggio (prenditi un pallottolliere e fai la conta dei condannati, prescritti e no). Quanto alla RAI per decenni è stata cosa della DC…alla SX diedero il….TG3 ( che fino agli novanta non si vedeva neanche in certe zone d’Italia). Fai te.

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Risposta a: DoctorMR Vedi la discussione >

Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:36

La considerazione migliore

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Risposta a: Lettore_5770818 Vedi la discussione >

1

‘ class=lazy v:shapes=”_x0000_i1062″> Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:34

Quel che mi fa orrore non è la sua opinione, che rispetto, ma non condivido, ovviamente, ma che sia il commento più votato

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Risposta a: Lettore_9071643 Vedi la discussione >

‘ v:shapes=”_x0000_i1063″> Lettore_90669098 giugno 2014 | 22:33

E tu che fai al proposito, oltre che alzare il dito?

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Risposta a: PiwiSa Vedi la discussione >

‘ v:shapes=”_x0000_i1064″> Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:33

@steinway sorry, wrong post to the wrong person

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Lettore_90669098 giugno 2014 | 22:32

Ma che cavolo di storia leggi? La Chiesa ha fatto un genocidio in Brasile??

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Risposta a: TCK Vedi la discussione >

Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:32

1990 ca. Roma gallerie del quirinale. Mostra degli orrori e delle torture. Tutte le macchine per torturare erano state usate dall’inquisizione….. 1943 Roma papa pio XII. Persecuzione e rastrellamento da parte dei nazisti nei confronti delle persone di Religione Ebraica. Chiuse le porte del vaticano…. E fuori, le assicuro, c’era una ‘gran coda’…

Lettore_57046858 giugno 2014 | 22:23

La rai va dilaniata non solo ristrutturata. Non perchè ritengo lo sfruttamento della statua sia blasfemo, ma perchè ci diveva essere qualche mente eccelsa tra quelle superpagate, che si doveva opporre per evitare una causa che oagheranno gli italiani.

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Lettore_81366268 giugno 2014 | 22:14

Mi meraviglio di te SardoGermany. La Sardegna e’ Italia

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Risposta a: SardoGermany Vedi la discussione >

Lettore_81366268 giugno 2014 | 22:12

Lo spot piu’ bello in assoluto

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limor8 giugno 2014 | 22:08

Si saranno arrabbiati per il numero sulla maglia. É quello di Cassano.

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TCK8 giugno 2014 | 21:33

Poveri e bisognosi creati dalla chiesa stessa, o da chi agiva sotto la sua egida e benedizione. La chiesa brasiliana, invece di preoccuparsi di uno spot sulla TV italiana, potrebbe iniziare a chiedere scusa ai brasiliani di origine indigena per il genocidio della loro popolazione, oppure a quelli di origine africana per la schiavitù.

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Risposta a: nillson6 Vedi la discussione >

‘ class=lazy v:shapes=”_x0000_i1072″> Lettore_90719168 giugno 2014 | 21:04

quando c’è da rubare soldi all’Italia son bravi tutti!
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‘ class=lazy v:shapes=”_x0000_i1073″> Giorgio728 giugno 2014 | 20:45

preti… tutti uguali… attaccati ai soldi e purtroppo non solo a questo. con 5mio di € l’immagine della religione sarà risanata? si preoccupino di non abusare più di minori piuttosto

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joker528 giugno 2014 | 20:39

il Cristo è un simbolo religioso fino a prova contrari, non è un totem

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Risposta a: Lettore_9104024 Vedi la discussione >

SardoGermany8 giugno 2014 | 20:35

potrei risponderti -i musulmani stanno in italia e in sardegna sono pochi quindi non mi interessa -contento adesso

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Risposta a: insubria Vedi la discussione >

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‘ v:shapes=”_x0000_i1076″> PiwiSa8 giugno 2014 | 20:33

Ma fatela finita! La diocesi di Rio dovrebbe piuttosto preoccuparsi di arginare fenomeni come la prostituzione minorile che imperversa nel loro paese e che, per i veri cristiani, è semplicemente vergognoso! Altro che uno spot innocente!..

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DoctorMR8 giugno 2014 | 20:29

Guardi che la grande presidentessa brasiliana è un’icona (come il suo predecessore) della gente che piace alla gente che piace, cioè la nostra vergognosa ed indecente sinistra; per inciso, la stessa che ha contibuito in maniera sostanziale alla lottizzazione della RAI.

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Risposta a: Lettore_9009348 Vedi la discussione >

DoctorMR8 giugno 2014 | 20:23

Mi scusi, cosa c’entra? Lo scandalo vero sta nell’insipienza del non-Stato italiano (nel caso Battisti). Cosa avrebbero fatto gli israeliani in una circostanza simile?

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Risposta a: Lettore_984201 Vedi la discussione >

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DoctorMR8 giugno 2014 | 20:21

Gentile signore, nella mia esperienza personale trovo molto meno rispetto da parte di molti non credenti (non tutti, per carità) verso i credenti che viceversa. Ma ciò che mi rattrista è un’altra cosa: i credenti che non rispettano i non credenti semplicemente disattendono i valori profondi della loro fede (mi riferisco in particolare alla fede cristiana), molti non credenti che insultano, invece, manifestano nel loro linguaggio un astio ed una insoddisfazione profonda. Non riesco a spiegarmene il perché.

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Risposta a: Steinway Vedi la discussione >

‘ v:shapes=”_x0000_i1080″> Lettore_96235158 giugno 2014 | 20:18

questi brasialiani fanno ridere pur di guadagnare soldi dopo le spese del mondiale denuncerebbero anche il diavolo, e poi sicuramente del sacrilegio non glienefrega nulla perchè il cristo è stato già coinvolto più volte per ufficializzare altre cose, la verità è che vogliono sfruttare il cristo solo per guadagnare soldi!!!

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Lettore_91040248 giugno 2014 | 20:17

Cito Wikipedia: “ll core business di un’azienda è la principale attività aziendale di tipo operativo che ne determina il compito fondamentale preposto ai fini di creare un fatturato ed un conseguente guadagno.” Mi sembra che questa descrizione si applichi perfettamente alla religione, parlando di una arcidiocesi. O no? E torno a ripetere che qui la religione c’entra davvero poco, il cristo del Corcovado è stato usato nello spot solo come simbolo di Rio, e quindi del Brasile, in vista della trasferta mondiale della Nazionale.

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Steinway8 giugno 2014 | 20:10

Ah perché chi è credente rispetta gli altri? Quando mai?

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Oxyuranus8 giugno 2014 | 20:07

Hanno fatto bene, questo spot era veramente vergognoso.

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nillson68 giugno 2014 | 20:01

Notre Dame de Paris, se si guarda bene si offre alla pubblicità di intimo, la Pietà di Michelangelo per la pubblicità di pannolini, la Sacra Sindone per detersivi, è questa la sua visione del mondo ?

nillson68 giugno 2014 | 19:54

Abbia rispetto del tema trattato, se non ha rispetto di altro

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Lettore_9842018 giugno 2014 | 19:53

Scandaloso è che il criminale terrorista Battisti sia ancora libero di circolare impunemente in Brasile. Di questo cosa dice la diocesi carioca?

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nillson68 giugno 2014 | 19:53

Core business ? Un altro segno dei tempi

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Risposta a: Lettore_9104024 Vedi la discussione >

Lettore_12325578 giugno 2014 | 19:52

Cosa c’entra Battisti con la diocesi di Rio?

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Risposta a: marcorenzi Vedi la discussione >

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‘ v:shapes=”_x0000_i1089″> Lettore_91040248 giugno 2014 | 19:51

Cosa avrebbero dovuto fare, una fatwa come quella che gli ayatollah fecero al quotidiano danese che pubblicò le vignette su Maometto? La religione qui non c’entra proprio nulla, è evidente dal contesto dello spot che il monumento è usato semmai come simbolo di Rio. D’accordo sul cattivo gusto, ma osservo che non c’è bisogno di essere religiosi per accorgersene, lo ho pensato subito anche io che proprio NON sono religioso… ma il cattivo gusto lconsiste nell’aver usato così un simbolo di Rio: che c’entrano le autorità religiose italiane? E che c’entra Battisti, che finalmente ha trovato riparo della persecuzione? Lasciamo in pace!

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Risposta a: joker52 Vedi la discussione >

nillson68 giugno 2014 | 19:51

Domanda intelligente, grande visione delle problematiche moderne

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Risposta a: giorvani Vedi la discussione >

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nillson68 giugno 2014 | 19:49

I principi, prima i principi. Poi si vedrà che fine faranno questi soldi. Usare Gesù Cristo come testimonial dei mondiali di calcio è una delle cose più stupide, oltre che irriverenti e/o blasfeme, che mi sia mai capitato di vedere. Un segno dei tempi, viene voglia di dire

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Risposta a: giukki Vedi la discussione >

class=lazy v:shapes=”_x0000_i1092″>giorvani8 giugno 2014 | 19:43

Dei soldi cosa ne faranno se vincono la causa ?

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‘ v:shapes=”_x0000_i1093″> catlive8 giugno 2014 | 19:31

Anche a me è sembrato uno spot un po’ irriverente, e di poco buon gusto, ma da qua a chiedere soldi ce ne corre… Pecunia non olet!

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marcorenzi8 giugno 2014 | 19:26

Se la RAI paga Ia multa ci ridanno Battisti?

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angelo438 giugno 2014 | 19:25

Chi fa l’esempio di monumenti vari non tiene conto che si chiede l’autorizzazione PRIMA.

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joker528 giugno 2014 | 19:21

assolutamente d’accordo con la diocesi di Rio che magari sarebbe dovuta intervenire prima, così come avrebbero dovuto fare le autorità religiose italiane

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venzan8 giugno 2014 | 19:17

Ben fatta, e che la Rai paghi,

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giukki8 giugno 2014 | 19:15

i soldi non hanno bandiera…….soprattutto per l’arcidiocesi di Rio

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Lettore_91040248 giugno 2014 | 19:13

Anche se la richiesta è palesemente infondata? Avrei capito se si fossero limitati a denunciare il cattivo gusto dell’iniziativa. E non c’era bisogno che fosse l’arcidiocesi, bastava che lo facesse l’Ente del Turismo di Rio. Ma forse si sono sentiti coinvolti nel loro core business…
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AIATTA8 giugno 2014 | 19:11

Occorerebbe mandare il conto al “creativo” che ha pensato e attuato con i nostri soldi questa genialata.

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Lettore_93956038 giugno 2014 | 19:09

Sono in “caccia” o meglio alla ricerca di RISPETTO… lo conosce lei? glielo hanno insegnato da bambino?? Ai dirigenti RAI evidentemente no….

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Risposta a: Lou Canova Vedi la discussione >

Lettore_91040248 giugno 2014 | 19:06

Devo dire che fin dalla prima volta che ho visto quello spot ho pensato che i brasiliani avrebbero potuto reagire. Nel merito, che sia irriverente si può discutere, e che sia di cattivo gusto anche. Ma che ci siano gli estremi per un indennizzo mi sembra fuori dal mondo. Come se il comune di Roma chiedesse un indennizzo alla ditta di tende che tempo fa mostrava nei suoi spot il Colosseo con tende ad ogni finestrone… O come se il Louvre avesse chiesto danni a chi mostrò la Gioconda coi capelli ricci, ricordate, liscia, gassata o… Ridicolo! E’ un monumento pubblico e NON è di proprietà della diocesi. Certo, onestamente credo che il cattivo gusto resti… E la religione poi, credo proprio non c’entri niente!

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Lettore_93956038 giugno 2014 | 19:06

e la decenza la decidi TU???? o forse é meglio che la decida la Diocesi interessata? Comunque anche il Colosseo e tutt i monumenti italiani hanno i diritti riservati, solo che GOOGLE li viola ogni volta…

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Risposta a: fedesganzy Vedi la discussione >

‘ v:shapes=”_x0000_i1104″> Steinway8 giugno 2014 | 19:03

A chi? Al Padre Eterno?

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Risposta a: angelo43 Vedi la discussione >

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angelo438 giugno 2014 | 18:56

La statua non è di proprietà della Rai. Prima di usarla in un filmato commerciale andava chiesto il permesso. Questi sono errori da non fare assolutamente.

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Lettore_29331868 giugno 2014 | 18:55

Che brutta figura per l’Arcidiocesi di Rio … Il paragone con i “gladiatori del Colosseo oltraggiati dalle mulatte brasiliane” è tanto assurdo quanto divertente: credo che nessun gladiatore, ma anche nessun italiano e nessun romano si sentirebbe “offeso” nel proprio “sentimento nazionale” da “atteggiamenti sconvenienti” di mulatte brasiliane (e probabilmente ci sarebbe un incremento delle iscrizioni alle scuole per gladiatori!). ;) Il Cristo del Corcovado non è solo un simbolo religioso, non è un oggetto di culto chiuso in una chiesa, ma anche e soprattutto un monumento simbolo di Rio e del Brasile, come tale oggetto naturale di citazioni e parodie, come appunto il Colosseo per Roma, la Torre Eiffel per Parigi o San Basilio per Mosca. Dato che la Chiesa brasiliana già si avvantaggia della pubblicità fatta da un enorme e certamente non “discreto” Cristo su un monte (a proposito: e gli atei brasiliani non avrebbero il diritto di sentirsi “oltraggiati” da cotante oppressiva presenza?), dovrebbe avere la decenza, quantomeno, di non batter cassa. Anche se, ne sono certo, diranno che quei soldi andrebbero in “beneficenza”, ormai il giochino è noto …

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class=lazy v:shapes=”_x0000_i1107″>melchiorre8 giugno 2014 | 18:49

Fin dal primo spot visto sul Redentore in maglia azzurra ho avuto un senso di disgusto e mi sono detto che forse sono vecchio e non capisco il valore dell’immagine che certamente non era stata approvata dalla gerarchia ecclesiastica tanto era grossolano il messaggio. Finalmente spero che venga tolto lo spot anche se il nostro Papa è un tifoso a tutto c’è un limite!

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‘ v:shapes=”_x0000_i1108″> Lettore_90093488 giugno 2014 | 18:48

Spettabile Arcidiocesi di Rio de Janeiro, ora che le vostre casse sono vuote volete riempirle con i nostri soldi? Cioè con il denaro del canone che pagano gli italiani? Fateveli dare dalla vostra grande presidentessa che si preoccupa solamente delle lobbyes brasiliane e mai del suo popolo bisognevole di: “Sanità, Istruzione e Sicurezza”. Non approfittate delle situazioni pubblicitarie messe in circolazione in occasione di un evento pubblico e mondiale. Invece facciamo uno scambio: “aridatece” il pluriomicida Cesare battisti che tanto amorevolmente avete accolto nel vostro paese, e lo stato italiano saprà certamente ringraziarvi. Orate frates.!!!

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fedesganzy8 giugno 2014 | 18:44

@Nillson, e con questo? Mica smetteranno di credere a Cristo in Brasile perché in Italia viene mostrato con una maglietta, o si? Comunque ripeto e se ha la pazienza di aspettare la sentenza mi darà ragione poi: il Cristo di Rio è un monumento pubblico e come tale non copyrightabile, perciò l’uso della sua immagine è libero e limitato alla decenza del senso comune.

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aldoluigi8 giugno 2014 | 18:42

oramai in Italia non c’è più rispetto per niente e per nessuno ,è necessario darci una calmata…….

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class=lazy v:shapes=”_x0000_i1111″>Steinway8 giugno 2014 | 18:39

Ah ecco, il fine giustifica i mezzi, come quando la Chiesa bruciava la povera gente in piazza…

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Lettore_26818488 giugno 2014 | 18:37

adesso ci mette una parolina Francesco e mette a posto tutto….

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telepaco8 giugno 2014 | 18:28

Che idiozia, indignarsi (per soldi ovviamente) perchè un monumento pubblico è stato “decorato” in maniera digitale per uno spot. E’ come se noi ci indignassimo ogniqualvolta il Colosseo o il Duomo di Milano venissero rappresentati in qualche spot estero in maniera surreale. Perderanno sicuramente e faranno una figura barbina, tutto per avidità cara Diocesi. Ma non era peccato una volta?

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Frankino8 giugno 2014 | 18:28

Ennesima boiata che combina Gubitosi. Ma quando lo mandano via?
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Lou Canova8 giugno 2014 | 18:22

O sono a caccia di soldi o hanno tempo da perdere all’arcidiocesi di Rio.

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insubria8 giugno 2014 | 18:14

sostituiti dai mussulmani . auguri

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class=lazy v:shapes=”_x0000_i1117″>serpio388 giugno 2014 | 17:59

La diocesi di Rio fa bene!

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Lettore_9914538 giugno 2014 | 17:59

Nella tua analisi limitati al fatto che è stata una rappresentazione irriverente e poco rispettosa dei sentimenti religiosi degli altri. Senza la richiesta di risarcimento nessun’altra forma di protesta si sarebbe rivelata persuasiva.

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tokyoninja18 giugno 2014 | 17:42

Certo che brilliamo per raffinatezza, buon gusto e rispetto.

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SardoGermany8 giugno 2014 | 17:38

come no come no per Fortuna anche in un paese ippocrita come l.italia Cristiani e chiesa stanno scomparendo

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‘ v:shapes=”_x0000_i1121″> Lettore_28593638 giugno 2014 | 17:37

Con la fame che c’e’ in Brasile, escludendo qualche riccone che vive in US avendo le sue industri in Brasile, i Brasiliani si attaccano a tutto.

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‘ v:shapes=”_x0000_i1122″> nillson68 giugno 2014 | 17:34

Ma per carità…ci risparmi queste sciocchezze

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nillson68 giugno 2014 | 17:33

C’è in quello che dice una totale assenza di sensibilità. In un Paese come il Brasile la Chiesa ha innumerevoli Missionari che cercano di aiutare poveri e bisognosi attraverso l’esempio di Gesù Cristo…

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3

class=lazy v:shapes=”_x0000_i1124″>Fantasia08 giugno 2014 | 17:27

la rai comunque non ne azzecca una

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Steinway8 giugno 2014 | 17:22

Ma guarda un po’: degli ecclesiastici che chiedono un sacco di soldi. Proprio il contrario di quello che predicava il Gesù di cui cercano di difendere l’immagine!

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eltofol8 giugno 2014 | 17:20

a me piace

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Lettore_90716438 giugno 2014 | 17:18

i danni?? non sono un bacchettone nè tanto meno uno che frequenta assiduamente la messa. ma se oggi abbiamo la fortuna di avere 45 milioni di stranieri che vengono a visitare l’italia e che lasciano 55 miliardi di euro lo dobbiamo in gran parte alla chiesa, senza la quale non saremmo mai stati capitale del mondo dell’arte e della cultura. anche chi è ateo e contro la chiesa e trova ogni ragione per attaccarla dovrebbe sempre tenere a mente il contributo assoluto determinante che reca al settore turistico italiano. senza la chiesa il 70% dell’arte presente in italia non sarebbe mai esistita. meglio qualche volta star zitti che dire fesserie

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memorespecuniae8 giugno 2014 | 17:04

Chissà a quanto ammonta anche la parcella che la RAI ha pagato al grafico che ha prodotto un simile sciocchezza. Si può sapere il nominativo del “creativo” di turno. Dove l’hanno reclutato?
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fedesganzy8 giugno 2014 | 17:03

Sciocchezze, il Cristo di Rio è un monumento pubblico visto che non si è un quadro in una chiesa e l’averlo vestito con una maglia calcistica non può offendere nessuno degno di intelletto. Queste cavolate servono solo ad ingrassare gli avvocati e si risolveranno con un nulla di fatto e il pagamento delle spese processuali a metà (ovviamente con i soldi della collettività visto che si tratta della Rai). Male hanno fatto a ritirare lo spot.

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Lettore_57708188 giugno 2014 | 16:58

quando vidi lo spot RAI in TV pensai che fare indossare al Cristo la maglia della Nazionale di calcio fosse una idea furba , ma di cattivo gusto………

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sentiteUnPo8 giugno 2014 | 16:58

E dire che appena è uscita ho scritto alla RAI dicendo: occhio, plagio (vedi 1990), blasfema, non avete i diritti. Ben gli sta. Purtroppo sono soldi anche miei…

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emanuele008 giugno 2014 | 16:51

5/7 milioni di risarcimento chiesto alla rai? Allora come pagatore di canone rai voglio io risarcimento del Padre Nostro recitato in rai dalla suora vincitrice.

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Lettore_25722518 giugno 2014 | 16:44

E ti pareva che iniziava il delirio del solito cristianofobo.

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carlo1968 giugno 2014 | 16:44

Che cavolo di paragone! Che c’entra il Vaticano con il Cristo Redentore di Rio. E poi quali sarebbero le tasse da pagare? Pensavo che certi anticlericali da strapazzo fossero un residuo del Risorgimento.

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bataguassu8 giugno 2014 | 16:37

dovremmo noi chiedere i danni per tutto quello che fanno in vaticano , inizino a pagare le tasse

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SardoGermany8 giugno 2014 | 16:30

e fanno bene i brasiliani ad indignarsi per la magliettina simbolo del,italietta

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class=lazy v:shapes=”_x0000_i1136″>output8 giugno 2014 | 16:28

l’Italia perderà

 

 

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